Olio di Oliva (ordine alfabetico) |
Regione |
Riconoscimento CE |
Alto Crotonese (DOP) |
Calabria |
Reg. CE n. 1257/03 |
Aprutino Pescarese (DOP) |
Abruzzo |
Reg. CE n. 1263/96 |
Brisighella (DOP) |
Emilia-Romagna |
Reg. CE n. 1263/96 |
Bruzio (DOP) |
Calabria |
Reg. CE n. 1065/97 |
Canino (DOP) |
Lazio |
Reg. CE n. 1263/96 |
Cartoceto (DOP) |
Marche |
Reg. CE n. 1897/04 |
Chianti Classico (DOP) |
Toscana |
Reg. CE n. 3446/00 |
Cilento (DOP) |
Campania |
Reg. CE n. 1065/97 |
Collina di Brindisi (DOP) |
Puglia |
Reg. CE n. 1263/96 |
Colline di Romagna (DOP) |
Emilia-Romagna |
Reg. CE n. 149/03 |
Colline Salernitane (DOP) |
Campania |
Reg. CE n. 1065/97 |
Colline Teatine (DOP) |
Abruzzo |
Reg. CE n. 1065/97 |
Dauno (DOP) |
Puglia |
Reg. CE n.2325/97 |
Garda (DOP) |
Lombardia - Veneto - Trentino |
Reg. CE n. 2325/97 |
Laghi Lombardi (DOP) |
Lombardia |
Reg. CE n. 2325/97 |
Lametia (DOP) |
Calabria |
Reg. CE n. 2107/99 |
Lucca (DOP) |
Toscana |
Reg CE n. 1845/04 |
Molise (DOP) |
Molise |
Reg. CE n. 1257/03 |
Monte Etna (DOP) |
Sicilia |
Reg. CE n. 1491/03 |
Monti Iblei (DOP) |
Sicilia |
Reg. CE n. 2325/97 |
Penisola Sorrentina (DOP) |
Campania |
Reg. CE n.1065/97 |
Petruziano delle Colline Teramane (DOP) |
Abruzzo |
Reg. CE n. 1491/03 |
Riviera Ligure dei fiori (DOP) |
Liguria |
Reg. CE n. 123/97 |
Sabina (DOP) |
Lazio |
Reg. CE n. 1263/96 |
Sardegna (DOP) |
Sardegna |
Reg. CE n. 148/07 |
Tergeste (DOP) |
Friuli Venezia Giulia |
Reg. CE n. 1845/04 |
Terre dOtranto (DOP) |
Puglia |
Reg. CE n. 1065/97 |
Terre di Bari (DOP) |
Puglia |
Reg. CE n. 2325/97 |
Terre di Siena (DOP) |
Toscana |
Reg. CE n. 3446/00 |
Terre Tarentine (DOP) |
Puglia |
Reg. CE n. 189/04 |
Toscano (IGP) |
Toscana |
Reg. CE n. 644/98 |
Tuscia (IGP) |
Lazio |
Reg. CE n. 1623/05 |
Umbria (DOP) |
Umbria |
Reg. CE n. 2325/97 |
Valdemone (DOP) |
Sicilia |
Reg. CE n. 205/05 |
Val di Mazara (DOP) |
Sicilia |
Reg. CE n. 138/01 |
Valle del Belice (DOP) |
Sicilia |
Reg. CE n. 1486/04 |
Valli Trapanesi (DOP) |
Sicilia |
Reg. CE n. 2325/97 |
Veneto Valpolicella (DOP) |
Veneto |
Reg. CE n. 2036/01 |
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA APRUTINO PESCARESE DOP
(zona produzione: vari comuni in provincia di Pescara)
Il nome di quest’olio deriva dall’antico nome della zona: Aprotium, poi denominata Aprutina.
A testimonianza dell’importanza dell’olivicoltura in quest’area, già agli inizi dell’800, il giovane tenente bonapartiano Remy d’Hauteroche narrava degli olivi abruzzesi nell’opera “La mia guerra contro i briganti in Abruzzo”. In epoca più recente è Gabriele D’Annunzio a testimoniare l’esistenza dell’olivicoltura nella provincia di Pescara (“Laudi” e Novelle di Pescara”).
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA COLLINE TEATINE DOP
(zona di produzione: diversi comuni della provincia di Chieti)
Chieti è fra le più antiche città d’Italia e le sue origini storiche si confondono con la mitologia. Si narra che fu fondata da Achille che la chiamò Teate, in onore di sua madre. L’olivicoltura è qui praticata sin dal II secolo d.C. come evidenziano i resti di un antico frantoio rinvenuti nella zona e le tracce di un insediamento romano-bizantino.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA PRETUZIANO DELLE COLLINE TERAMANE DOP
(zona di produzione: la fascia collinare che attraversa la provincia di Teramo, dalla prossimità del mare verso l’entroterra per circa 25-30 km)
La diffusione dell’olio in provincia di Teramo si fa risalire almeno al X secolo a.C. ma è grazie ai Romani, a partire dal III secolo a.C. che la coltura si intensificò e si espanse.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA ALTO CROTONESE DOP:
(zona produzione: alcuni comuni del crotonese)
La coltivazione dell’olivo risale a 2000 anni a.C. Le prime tracce risalgono all’epoca bizantina, quando i monaci dell’ordine Basiliano, verso la fine del VI secolo, approdarono sulle coste della Calabria, dove cominciarono a migliorare le tecniche colturali dell’olivo.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA BRUZIO DOP
(zona di produzione: la provincia di Cosenza e l’area ai piedi della catena Pollinica verso sud)
La denominazione Bruzio viene dall’area calabrese anticamente abitata dai Bruzi, antica popolazione di lingua tosca stanziatasi qui dal IV secolo a.C.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA LAMETIA DOP
(zona di produzione: la piana di Lamezia Terme)
Le prime coltivazioni risalgono al IX e al XII secolo. Il termine Lametia è l’attuale denominazione della zona geografica anticamente chiamata “Laconia”, oggi provincia di Catanzaro, facente parte della Magna Grecia.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA CILENTO DOP
(zona di produzione: comprende 63 comuni, a sud della provincia di Salerno, tutti inclusi nell’area del Parco Nazionale del Cilento)
L’olivicoltura nel Cilento risale alla presenza delle antiche colonie della Magna Grecia e, successivamente, all’occupazione di queste aree da parte dei Romani. La tradizione narra che le prime piante siano state introdotte dai coloni Focesi, una popolazione di grandi navigatori di origine greca. Furono essi infatti ad introdurre la più antica varietà di olio locale, la Pisciottana.
L’olivo cilentano, fra i templi di Paestum e le rovine di Velia, ha imposto la sua presenza anche ai grandi poeti italiani: “ulivi, sempre ulivi! In mezzo sono ulivi, come pecore a frotta…” scriveva Ungaretti in una sua lirica nel 1933.
Nel Cilento inoltre ha vissuto per lungo tempo Keys, padre della dieta mediterranea che proprio all’olio d’oliva attribuisce un ruolo principe.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA COLLINE SALERNITANE DOP
(zona di produzione: si tratta di 86 comuni della provincia di Salerno)
L’olivo rappresenta uno dei prodotti agricoli più antichi della zona di produzione, come si può intuire dall’etimologia dei nomi di alcuni comuni: Ogliara, Oliveto Citra, Olivella.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA PENISOLA SORRENTINA DOP
(zona di produzione: i territori di alcuni comuni in provincia di Napoli)
La Punta Campanella, estremo promontorio del Golfo di Napoli, era dominata da un Tempio, sacro alla dea Atena. Si chiamava Capo Minerva e per secoli divenne meta di pellegrinaggi. Lungo il percorso, i pellegrini acquistavano l’olio, che qui si produceva in abbondanza, per offrirlo alla divinità, già ritenuta dai Greci e dai Romani inventrice delle olive e dell’olio.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA BRISIGHELLA DOP
(zona di produzione: tutto il territorio amministrativo di alcuni comuni nelle province di Ravenna e di Forlì-Cesena)
Le prime testimonianze della coltivazione dell’olivo sono emerse con la recente scoperta della cripta della Pieve in Ottavo (conosciuta come Pieve del Tho, del IX secolo): è stato rinvenuto un piccolo frantoio ad uso familiare di epoca romana.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA COLLINE DI ROMAGNA DOP
(zona di produzione: parte dei territori delle province di Rimini e di Forlì-Cesena)
Il forte radicamento dell’olivo è testimoniato dalla sua persistente presenza anche nella difficile fase storica della caduta dell’impero Romano, il dispiegarsi delle invasioni barbariche, la crisi del sistema agricolo.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TERGESTE DOP
(zona di produzione: interessa il territorio amministrativo della provincia di Trieste e i comuni di Muggia, san Dorligo della Valle, Trieste, Duino-Aurisina, Sgonico, Monpurino)
Le testimonianze di Marziale, Plinio e Stradone sui pregi dell’olio proveniente da questi territori avvalorano la tesi che l’olivo sia stato introdotto in quest’area in periodo pre-romano.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA CANINO DOP
(zona di produzione: include buona parte dei comuni del viterbese)
Con tutta probabilità furono gli Etruschi a intraprendere la coltivazione dell’olivo, come testimoniano i numerosi affreschi e i vasi ritrovati e appartenenti a quest’epoca che raffigurano la raccolta delle olive. E’ a metà del secolo scorso, però, che l’olivicoltura conobbe un notevole sviluppo.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA SABINA DOP
(zona di produzione: il territorio della Sabina, diversi comuni in provincia di Rieti e di Roma)
La Sabina vanta una ricca tradizione culinaria e fin dai tempi antichi è famosa per la qualità dei suoi cibi e delle bevande, in particolare proprio per l’olio d’oliva. Tracce dell’uso dell’oliva risalgono al VI-VII secolo a.C, tanto che il ritrovamento di semi di olivo nel corso degli scavi archeologici realizzati nella città sabina di Curas dimostra come l’olivicoltura fosse già praticata in epoca pre-romana.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TUSCIA DOP
(zona di produzione: diversi comuni della provincia di Viterbo)
La diffusione dell’olivo nell’area iniziò nel Vi secolo a.C. grazie agli scambi degli Etruschi con i Fenici e i Greci.
In origine il territorio della Tuscia era compreso nell’Etruria. In alcuni centri locali, per secoli, furono prodotti i contenitori di ceramica per il trasporto e lo stoccaggio dell’olio.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA RIVIERA LIGURE DOP
(zona di produzione: l’intero territorio della Regione Liguria)
Fonti documentali dimostrano, a partire dal 1600, l’esistenza di un fiorente commercio di olio fra Oneglia, comune dell’attuale provincia di Imperia, e Milano. Proprio ad Oneglia, situato in via Garessio, la storica via degli oleifici, è presente il museo dell’olivo. La pianta è presente in quest’area dal III millennio a.C., anche se è soltanto dalla fine del ‘700 che si registra un’espansione considerevole su pendici collinari e montane della Regione.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA GARDA DOP
(zona di produzione: il Bresciano è prodotto in 27 Comuni della provincia di Brescia; l’Orientale in 6 Comuni della provincia di Verona; il Trentino in 11 Comuni della provincia di Trento).
Di antica e famosissima tradizione, l’olio del Garda viene prodotto alla latitudine più a Nord in assoluto del mondo, grazie al microclima del lago di Garda. Numerose fonti archeologiche e documentali (ad es. diverse opere letterarie di Catullo, Goethe e D’Annunzio) testimoniano la rilevante presenza della pianta d’olivo sul territorio bagnato dalle acque del Garda.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA LAGHI LOMBARDI DOP
(zona di produzione: alcuni comuni delle province di Brescia e Bergamo e altri delle province di Como e Lecco).
Sebbene agli albori dell’età industriale molti uliveti in Lombardia furono sostituiti con coltivazioni dotate di maggiore resistenza ai rigidi inverni del Nord Italia, l’olivicoltura in questa zona affonda le radici in tempi molto antichi, presumibilmente in epoca pre-romana. I primi segni di via umana sul lago d’Iseo risalgono già all’epoca preistorica.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA CARTOCETO DOP
(zona di produzione: i interi territori amministrativi dei comuni di Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Mombaroccio e parte di quello di Fano, in provincia di Pesaro – Urbino)
La presenza dell’olivo su questo territorio è comprovata da una serie di atti e documenti già dalla fine del 1178. I territori posti sotto la giurisdizione di Fano costituivano allora un’importante risorsa olearia e tra essi Cartoceto risultava di particolare rilievo.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA MOLISE DOP
(zona di produzione: diversi comuni della regione Molise)
Già Catone il Prisco, nel trattato “De Re rustica”, cita le regole praticate a Venafro per la vendita delle olive. Plinio in “De Oleo” parla degli olivi “Liciniani”, introdotti nel Venafrano da Licino, e dell’ottimo olio ricavato dai suoi frutti. Orazio, nelle sue Satire, menzionate da Eugenio Solza nell’opera “L’arte del convito della Roma antica”, consiglia l’olio di Venafro come ingrediente indispensabile per la preparazione di due salse. Anche Cicerone nella “Pro Cluentio” loda la laboriosità dei Larinati e la fertilità della loro terra.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA COLLINA DI BRINDISI DOP
(zona di produzione: la parte nord della provincia con i comuni di Carovigno, Fasano, Ostuni, Ceglie Messapica, Cisternino, San Michele salentino, San Vito dei Normanni, Villa Castelli)
La varietà di olio maggiormente presente nel territorio brindisino è chiamata Ogliarola, estremamente diffusa già in epoca romana
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DAUNO DOP
(zona di produzione: numerosi comuni della provincia di Foggia)
Quattro sono le menzioni che ad oggi accompagnano la denominazione olio extra vergine di oliva Dauno DOP: Basso Tavoliere, Gargano, Alto Tavoliere, Sub Appennino. Derivano da quattro aree olivicole identificabili nella zona produttiva per caratteristiche geografiche, di gamma varietale, modalità produttive e potenzialità di sviluppo.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TERRE TARENTINE DOP
(zona di produzione: l’intero territorio della provincia di Taranto)
Risalente a più di 8000 anni fa, la coltivazione dell’olivo è stata introdotta in quest’area dai Messapi, probabilmente di origine illirica, insediatisi nel I millennio a.C. Lungo la gravina di Massafra vi sono numerosi insediamenti, in grotte di origine basiliana, dove sono presenti resti di macine e presse.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TERRA DI BARI DOP
(zona di produzione: viene distinta in tre sottozone, Castel del Monte, Bitonto e Murgia dei Trulli, comprese nel territorio amministrativo dei comuni della provincia di Bari)
Le origini della olivicoltura nella provincia di Bari si fanno risalire all’era neolitica (5000 a.C). La coltivazione acquisì però rilievo sul versante commerciale solamente quando, con l’avvento dell’Impero Romano, le importazioni e le esportazioni iniziarono ad essere gestite dall’amministrazione centrale. Successivamente, nel Regno di Napoli, l’olio rappresentò accanto al grano e al vino una delle voci più importanti.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TERRA D’OTRANTO DOP
(zona di produzione: si insinua fra i mari Ionio e Adriatico, e comprende l’intero territorio della provincia di Taranto e parte della provincia di Brindisi)
L’olivicoltura nella zona del Salento affonda le proprie radici in epoca antichissima: già 8000 anni fa, i primi abitanti di queste terre coltivavano l’olivo. Da non dimenticare poi, la tradizione produttiva di Messapi e Fenici, Greci e Romani. Tuttavia, l’attività di commercializzazione dell’olio nacque e si sviluppò solamente nel Medioevo, grazie ai monaci Basiliani (seguaci di San Basilio). Furono proprio questi ultimi a dare a questo zona, estesa ad arco dalle Murge al punto di convergenza dei due mari, Ionio e Adriatico, il nome di Terra d’Otranto, rimasto tale fino al 1900.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA SARDEGNA DOP
(zona di produzione: numerosi comuni delle province di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari)
L’introduzione della coltura dell’olivo in Sardegna è ascrivibile al periodo compreso fra il VIII e il VII secolo a.C. ad opera, probabilmente, di popolazioni di origine minoica. La caduta dell’Impero Romano segnò un generale declino dell’agricoltura sarda e quindi anche della coltivazione dell’olivo, che ritrovò vigore quando la Sardegna subì l’influenza della repubblica di Pisa, durante il XII e il XIII secolo.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA MONTE ETNA DOP
(zona di produzione: i comuni delle province di Catania, Enna e Messina alle pendici del Monte Etna)
L’introduzione della coltura dell’olivo in questa zona è avvenuta nel I millennio a.C. La presenza del vulcano ha alimentato il mito di questa coltura: il Ciclope Polifemo, personificazione dell’Etna con il suo unico occhio iniettato di fuoco, viene infatti accecato da Ulisse e compagni con un tronco d’olivo. Nel III secolo i Romani imposero pensanti tributi sull’olio dell’isola per scongiurare la concorrenza che questo faceva alla produzione della Campania e del Lazio. Successivamente, gli Arabi diedero impulso e razionalità alla coltura. Sono stati testimoni dell’importanza di questa coltivazione il naturalista Lazzaro Spallanzani, gli scrittori Stoppani, Goethe, Guy de Maupassant e tanti altri.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA MONTI IBLEI DOP
(zona di produzione: le province di Siracusa, Ragusa, Catania)
Risalente al periodo della Magna Grecia, la coltivazione dell’olivo in Sicilia è testimoniata dalle cosiddette “Pandette”, antichi accordi commerciali. Il processo produttivo è lo stesso da oltre 2000 anni: le olive sono raccolte e selezionate manualmente ed entro 48 ore dalla raccolta vengono spremute a freddo, senza successive manipolazioni fisiche o chimiche.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA VAL DI MAZARA DOP
(zona di produzione: la provincia di Palermo e numerosi comuni della provincia di Agrigento)
Le prime notizie storiche certe fanno risalire la diffusione dell’olivo nella Valle di Mazara, come pianta domestica, al tempo della colonizzazione greca, quando il prodotto assunse una rilevante importanza economica, iniziando ad alimentare un discreto flusso esportativo, soprattutto da Agrigento. Nel corso dei secoli, l’olivicoltura ha quindi conosciuto un progressivo sviluppo, tanto che ad oggi è una delle principali risorse che caratterizzano l’economia locale.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA VALDEMONE DOP
(zona di produzione: tutti i comuni della provincia di Messina, ad eccezione di Floresta, Moio Alcantara e Malvagna)
L’olivo, insieme alla vita, al mandorlo e al carrubo, può essere considerata pianta endemica della Sicilia. Introdotto nell’isola dai Fenici, si è espanso con la dominazione dei Greci nel 500 a.C. Ai giorni nostri, al superficie a ulivi è di circa 40 mila ettari.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA VALLE DEL BELICE DOP
(zona di produzione: alcuni comuni della provincia di Trapani)
L’insediamento delle prime popolazioni nella Valle del Belice è da legare alla nascita di Selinunte, antica colonia della Magna Grecia, fondata dai Megaresi nel VII secolo a.C. Nell’antica Selinunte, l’olio era considerato un simbolo di pace, saggezza e prosperità in relazione ai molteplici usi cui era destinato.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA VALLI TRAPANESI DOP
(zona di produzione: numerosi comuni della provincia di Trapani)
L’olivicoltura in quest’area della Sicilia occidentale risale all’epoca greca e fenicia ma acquistò rilevanza soltanto sotto la dominazione borbonica.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA CHIANTI CLASSICO DOP
(zona di produzione: si estende a numerosi comuni delle province di Siena e Firenze)
L’olio extra vergine di oliva Chianti Classico DOP ha una tradizione secolare che è documentata fin dalla metà del VII secolo a.C. Nel corso del Medioevo, poi, in Toscana si assistette ad un importante incremento delle piantagioni di olivi, in particolare nei territori di Siena e Firenze. Tale espansione ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio che rende la Toscana famosa in tutto il mondo. La zona di produzione fra Firenze e Siena ha ottenuto, nel 1716, un importante riconoscimento con la promulgazione di un editto, con il quale il Duca Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, riconosceva la qualità distintiva delle produzioni olivicole e viticole ottenute entro gli attuali confini dell’area di produzione del Chianti Classico.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA LUCCA DOP
(zona di produzione: diversi comuni della provincia di Lucca)
Lo sviluppo agricolo lucchese è legato all’olivicoltura sia in senso commerciale che produttivo. La coltura dell’oliva, anche in questa zona della Toscana, crebbe notevolmente d’importanza fra il 1300 e il 1400.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TERRE DI SIENA DOP
(zona di produzione: numerosi comuni della provincia di Siena)
Vedi Chianti.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TOSCANO IGP
(zona di produzione: l’intero territorio della Regione Toscana)
Nell’Etruria la produzione dell’olio è attestata almeno alla metà del VII secolo a.C. ma pare che la coltivazione dell’olivo non avesse ancora grande rilievo. Con un salto di secoli, intorno al 1830, la superficie olivata raggiunse nella regione i 152 mila ettari, e le zone di elezione della pianta continuavano ad essere quelle, ormai tradizionali, della fascia superiore tirrenica e delle colline centrali intorno al bacino dell’Arno e dei suoi affluenti.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA UMBRIA DOP
(zona di produzione: l’intero territorio della Regione Umbria)
Qui la coltivazione dell’olivo è tra le più antiche d’Italia. Già nel I secolo a.C. l’olio era tra le più rilevanti produzioni agricole dell’Umbria. Attivissimo “porto dell’olio” era Otricoli, posta in un’ampia insenatura del Tevere, poi interratasi per la deviazione del corso del fiume. Da lì, l’olio raggiungeva la capitale, dov’era considerato fra i più pregiati. Le invasioni barbariche furono con ogni probabilità responsabili del lento abbandono della pianta di olivo. In epoca medioevale, con l’estendersi del latifondo e della grande proprietà ecclesiastica, comparirono i primi obblighi per i coloni e gli affittuari di impiantare ogni anno un certo numero di olivi e di innestarne altrettanti. La ripresa ebbe inizio.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA VENETO DOP
(zona di produzione: le province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso)
In Veneto sembra che la coltivazione dell’olio sia stata introdotta dai coloni romani: era costume degli antichi romani assegnare ai soldati parte dei nuovi territori conquistati per coltivarli. Per trovare, però, notizie certe sulla coltivazione dell’olivo, in particolare nel veronese, bisogna giungere al IX secolo, dove si citano oliveti nell’area gardesana di Malcenise.