Manuale di bachicoltura - Salita al bosco e sboscamento
a cura di Silvia Cappellozza CRA-API

Salita al bosco

Quando le larve in V età hanno ingerito una sufficiente quantità di alimento, smettono di nutrirsi, cominciano a secernere bave di seta, iniziano a girovagare per trovare un sito idoneo su cui costrurire il bozzolo. Il processo viene chiamato “salita al bosco” o “imboscamento”. Le larve possono essere prelevate dalla lettiera con le mani, poste su vassoi e trasferite sui boschi, o possono anche andare al bosco autonomamente, poiché le larve salgono verso l’alto per geotropismo negativo.
I boschi (supporti di filatura) possono essere di vario genere e di diversi materiali. In Italia, tradizionalmente, vengono impiegate le raggiere di plastica, poiché questo materiale è lavabile, disinfettabile, riutilizzabile. Nel sistema a pezzone le raggiere vengono poste sopra alla lettiera.
Inizialmente non si occupa tutta la superficie del pezzone, ma si lasciano degli spazi per continuare l’alimentazione delle larve ritardatarie. Quando sulle raggiere è salito il numero ideale di larve, queste possono essere rimosse e possono essere posizionate altre raggiere vuote, in maniera da permettere a tutte le larve di salire. Il numero di raggiere necessarie per telaino varia da 45 a 50 (lunghe 1 metro e di diametro circa 30-35 cm).

Temperatura: L’escrezione della bava dura max. 3-4 gg. La temperatura ideale è tra i 24 e i 25°C.
Generalmente più elevata è la temperatura, più veloce è la filatura; tuttavia se la temperatura sale troppo, la corteccia serica è rada e mostra irregolarità e nodi. Se la temperatura è bassa, la filatura si prolunga.

Umidità: all’inizio della salita al bosco, le larve espellono urina (purga), creando un ambiente umido all’interno del bosco. Se l’umidità diviene troppo elevata, muiono molte larve e pupe. Anche con aria troppo secca i bozzoli sono difettosi. L’umidità ideale per la filatura varia tra il 60 e il 75%.
Nelle zone umide o nei periodi umidi è assolutamente necessario eliminare l’eccessiva umidità con un’adeguata ventilazione (utilizzando anche ventilatori). Oltre all’umidità è necessario rimuovere i gas dannosi (ammoniaca) che possono danneggiare la seta. Tuttavia la ventilazione deve essere di moderata intensità.

Luce: si deve evitare la luce solare diretta o l’illuminazione troppo forte, cui le larve tendono a sfuggire, ammassandosi tutte sul lato meno illuminato, formando bozzoli doppi o di spessore diseguale. Tuttavia l’ambiente non deve essere buio, perché in tal caso la filatura procederebbe lentamente. L’intensità ideale è 10-20 lux.

Lo sboscamento

E’ necessario aspettare 8-10 giorni dal momento della salita al bosco per potere rimuovere il bozzolo dal supporto; infatti, bisogna permettere al baco da seta di completare la propria trasformazione in crisalide perché, prima di tale evento, il bozzolo potrebbe macchiarsi facilmente per la fuoriuscita di liquido (emolinfa) dall’esoscheletro ancora tenero della crisalide appena trasformata o per la morte della larva disturbata dalla rimozione del bozzolo, durante il completamento della metamorfosi.
D’altra parte, il tempo utile per lo sboscamento non è molto lungo, perché verso il 15° giorno dalla filatura si ha lo sfarfallamento, cioè la fuoriuscita della farfalla dal bozzolo. Tale evento provoca la rottura del bozzolo e, perciò, lo declassa a prodotto di scarto. Per tale ragione è necessario, una volta rimosso il bozzolo dal sostegno, cernirlo. Con quest’operazione si separano i bozzoli morti, malformati, doppi o macchiati; successivamente avviene la spellaiatura, ovvero la rimozione dello strato esterno di seta, che serve per fissare il bozzolo al sostegno, ma che non può essere utilizzato per i processi di lavorazione industriale. Infine, si procederà immediatamente all’essiccazione dei bozzoli, in maniera da poterli conservare per la trattura.

Manuale di buona pratica agricola per la bachicoltura
Silvia Cappellozza - CRA-API

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