Moscadello di Montalcino DOC
Atlante dei prodotti tipici - Vini DOP e IGP

Zona di produzione e storia

La zona di produzione delle uve comprende l’intero territorio amministrativo del comune di Montalcino in provincia di Siena.

Montalcino è conosciuto da secoli come la patria del Moscadello. Esistono notizie storiche risalenti al XV secolo. Nel 1540, in una lettera inviata da Venezia ad un amico, lo scrittore Pietro Aretino lo ringrazia elogiandolo per il dono di un “caratello di prezioso, delicato Moscadello, tondotto, leggiero, e di quel frizzante iscarico che par che biascia, morde e trae di calcio, parole che parrebbon la sete in su’ le labbra ...”. Alcuni documenti degli archivi Vaticani risalenti al 1591, dimostrano che nei poderi di proprietà dell’Abbazia di Sant’Antimo i mezzadri producevano il Moscadello; il pontefice Urbano VIII, nei primi decenni del Seicento, lo apprezzava “per la sua gagliardia e sapore” e con grande discrezione “solea spesso richiederlo per sé e per la sua Corte”. Nei libri di viaggio e nei racconti dei viandanti famosi del Seicento, del Settecento ed anche dell’Ottocento, non mancava mai la citazione con elogio del Moscadello di Montalcino “fra i più rari e rinomati vini di Toscana”.
Molto nota è la citazione di Francesco Redi, il medico e poeta aretino, uomo di raffinate qualità e scienziato insigne, che compose nel 1685 il “Bacco in Toscana”, in onore ai migliori vini della sua terra sulle orme gioiose dei vecchi ditirambi ellenici. A proposito del Moscadello di Montalcino decantava: “Del leggiadretto/del sì divino/Moscadelletto/di Montalcino”.
Moltissime sono le notizie storiche relative a noti personaggi che testimoniano l’apprezzamento del Moscadello. Primo fra tutti, il grande poeta Ugo Foscolo: nel soggiorno fiorentino sul luminoso colle di Bellosguardo (nel 1812-1813), nel periodo più drammatico della sua vita, fra ristrettezze economiche, sospetti di attività antibonapartiste ed attriti con gli ambienti letterari milanesi, il Foscolo si confortava dalle fatiche letterarie con un buon bicchiere di Moscadello di Montalcino, che offriva con orgoglio ai suoi amici.

Moscadello di Montalcino Doc Moscadello di Montalcino Doc

Vitigni - Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
Il vino a denominazione di origine controllata “Moscadello di Montalcino” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti nell’ambito aziendale dal vitigno “Moscato Bianco” .
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana fino ad un massimo del 15%.
Il vino a denominazione di origine controllata “Moscadello di Montalcino” può essere prodotto nelle tipologie “Tranquillo”, “Frizzante” e “Vendemmia Tardiva”, alle condizioni previste dal presente disciplinare.

I vini a DOC “Moscadello di Montalcino” all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle caratteristiche di seguito esposte, secondo le diverse tipologie:

Tipologia “Tranquillo”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol di cui almeno un quarto ancora da svolgere;
titolo alcolometrico volumico svolto minimo: 4,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17 g/l.

Tipologia “Frizzante”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol di cui almeno un quarto ancora da svolgere;
titolo alcolometrico volumico svolto minimo: 4,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.

Tipologia “Vendemmia Tardiva”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui almeno 11,50% svolti e un
minimo da svolgere di 3,50% vol in alcol potenziale;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
acidità volatile massima: 25,0 millequivalenti/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.

Il vino a DOC “Moscadello di Montalcino” qualificato “Vendemmia Tardiva” deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di almeno un anno, calcolato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia e non può essere immesso al consumo prima del 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia.
Durante l’affinamento il vino può compiere una lenta fermentazione che si attenua nei mesi freddi.

Caratteristiche organolettiche

I vini a DOC “Moscadello di Montalcino” all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle caratteristiche di seguito esposte, secondo le diverse tipologie:

Tipologia “Tranquillo”:
colore: giallo paglierino;
odore: caratteristico, delicato, fresco e persistente;
sapore: aromatico, dolce, armonico, caratteristico dell’uva moscato.

Tipologia “Frizzante”:
colore: giallo paglierino tenue, con spuma fine e vivace;
odore: caratteristico, delicato, fresco e persistente;
sapore: aromatico, dolce, armonico, caratteristico dell’uva moscato.

Tipologia “Vendemmia Tardiva”:
colore: dal giallo paglierino al giallo dorato;
odore: caratteristico, delicato e persistente;
sapore: aromatico, dolce ed armonico.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Trova la sua collocazione naturale a fine pasto, accompagnando piacevolmente pasticceria e dolci secchi. Temperatura di servizio 10° - 12°C.


Prodotti tipici trentini
DOC DOP
IGT IGP
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