Selvaggina e Zootecnica - Chiara Serena Soffiantini e Gianmaria Pisani
Atlante della Selvaggina

Selvaggina e Zootecnica - Chiara Serena Soffiantini e Gianmaria Pisani

L’interesse che la selvaggina suscita in ambito zootecnico riguarda diversi aspetti.
- I selvatici possono essere presi in considerazione quando ci sia la volonta’ di rivalorizzare aree considerate marginali, quindi geograficamente svantaggiate e non adatte a colture intensive.
La selvaggina, infatti, non necessita di aree molto produttive e, in generale, predilige ambienti variegati dal punto di vista vegetazionale (dove magari le colture si alternano ad incolti, boschi, cespugliati…), lontani dal disturbo antropico. Questo e’ vero soprattutto per i mammiferi.
- Negli ultimi decenni il numero dei cacciatori e’ diminuito su tutto il territorio nazionale. C’e’ pero’ un crescente interesse per quelle forme di caccia definite “specialistiche”. Esistono Centri privati di produzione di selvaggina (Aziende Agrituristico-Venatorie, AATV) che a fianco di un ambiente che sia il piu’ naturale e “coreografico” possibile, offrono ai cacciatori la garanzia di avere buona probabilita’ di incontrare il selvatico desiderato. Esse offrono al cacciatore le specie piu’ adatte all’orografia e alla latitudine dell’areale interessato. All’interno delle AATV e’ possibile cacciare solo animali che siano stati “lanciati” sul territorio. Ma non sempre ogni AATV ha un proprio allevamento dal quale prelevare gli animali da immettere sul proprio territorio, quindi esse favoriscono il sorgere di altri Centri di Allevamento a scopo Alimentare, dai quali gli animali possono essere acquistati.
- Anche le caratteristiche chimiche ed organolettiche della carne di selvaggina la rendono oggigiorno interessante. Mediamente parlando, infatti, il selvatico ha contenuto in grassi inferiore rispetto all’apporto proteico se confrontato con le specie domestiche. A questo va aggiunta la gradevolezza al palato che ha la carne di selvatico, rendendola un prodotto di nicchia. Infine non e’ da sottovalutare che essa viene considerata alternativa alla carne degli animali domestici, che negli ultimi anni sono state al centro di scandali legati alla presenza di diossina e mancata vigilanza su problematiche sanitarie quali la BSE.
- Non va sottovalutata inoltre la possibilita’ di allevare selvaggina allo scopo di ripopolamento. Nel caso in cui in un territorio si decida di reintrodurre una certa specie o di ripopolare, gli enti si rivolgono solitamente o ad altri enti pubblici o ad allevamenti privati che danno garanzie sulla salute e sulla provenienza degli animali interessati.
- Ancora, i selvatici sono animali che destano un interesse particolare nel pubblico. Possono essere considerati “di richiamo”. Ad esempio esercizi pubblici come Ristoranti e Agriturismi sfruttano spesso la possibilita’ di allevare un ridotto numero di animali (soprattutto ungulati) allo scopo di creare interesse nell’utenza.
- Infine, negli ultimi decenni sono sorte aree faunistiche e “Fattorie Aperte” a scopo didattico.

a cura della Dott.ssa Chiara Serena Soffiantini e del Dott. Gianmaria Pisani - Università di Parma

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