Alimentazione del coniglio da carne - Dr. Cristiano Papeschi
Coniglio da carne

Alimentazione del coniglio da carne

In natura, il coniglio selvatico, si nutre di una vasta gamma di alimenti dai più disparati valori nutrivi. Erbe spontanee, radici e bacche costituiscono la sua dieta principale. Anche negli allevamenti di tipo tradizionale, in cui la produzione ha lo scopo di soddisfare le esigenze delle singole famiglie, si tende ad alimentare il coniglio con foraggi reperiti, di solito, nei dintorni e a volte anche con gli avanzi della casa (prevalentemente frutta e verdura). Una alimentazione di questo tipo, pur nella sua genuinità, comporta un accrescimento lento e non omogeneo degli animali impedendo una standardizzazione della produzione.
Nell'allevamento redditizio del coniglio da carne, sia di tipo industriale che biologico, è invece necessario fornire agli animali un alimento il più possibile uniforme.
Per far fronte a questa esigenza sono stati formulati i cosiddetti "mangimi bilanciati" che si presentano costanti sia dal punto di vista nutritivo che fisico in quanto vengono venduti sotto forma di pellets (Fig. 1) e cioè piccoli cilindretti di 1-2 mm di diametro e lunghezza media di 1-1,5 cm. Questi pellets hanno la caratteristica di fornire un'alimentazione omogenea ed impedire così che l'animale possa scegliere l'alimento più appetibile a discapito della corretta assunzione dei vari elementi nutritivi necessari per un corretto accrescimento e mantenimento. Fornire una razione adeguata nelle varie fasi della vita dell'animale e soprattutto nei momenti critici come accrescimento, gestazione ed allattamento significa già aver assolto correttamente a più della metà degli obblighi di gestione. Dall'alimentazione dipende non solo la velocità di ingrassamento e la produzione di carne ma anche la qualità della carne stessa ed influenza, oltretutto, anche lo stato sanitario degli animali. Inoltre, poiché il coniglio possiede dei denti a "crescita continua", sarà indispensabile un alimento di una certa durezza in modo da consentire un fisiologico consumo delle superfici dentarie che andrebbero incontro, altrimenti, ad uno sviluppo abnorme con conseguenze spesso catastrofiche sulla salute dell'animale.
L'importanza dell'alimentazione si evidenzia anche sul piano economico in quanto costituisce la voce più rilevante del capitolo "spese" rappresentando, da sola, oltre il 60% dei costi di produzione.
Il mangime può essere somministrato "razionato" cioè in un quantitativo limitato ma sufficiente comunque a coprire i fabbisogni degli animali in funzione dello stato fisiologico e del peso, oppure "ad libitum" lasciando quindi al singolo soggetto la possibilità di regolarsi in funzione delle proprie esigenze.
Di solito si sceglie l'alimentazione "ad libitum" per una questione di praticità.
Inoltre si fa presente che non tutti i mangimi sono uguali ma ne esistono di specifici per le diverse fasi produttive dell’animale:
- starter: utilizzato per i conigli durante lo svezzamento
- da ingrasso: somministrato ai conigli in accrescimento fino al momento della macellazione e alle femmine in allattamento
- da allevamento: per l’alimentazione dei riproduttori
- medicato: alimento contenente molecole farmacologiche destinate alla profilassi o alla terapia di alcune patologie
I suddetti mangimi si differenziano tra loro per il contenuto in principi nutritivi (Vedere tabella - Composizione dei mangimi nelle varie fasi del ciclo produttivo (da Lebas, 1981).

Mangimi bilanciati sotto forma di pellets Fig. 1 - Mangimi bilanciati sotto forma di pellets

Componente Accrescimento Lattazione Gravidanza Mantenimento Mangime unico

Proteine grezze

15%

18%

15%

13%

17%

Estratto etereo

3%

5%

3%

3%

3%

Fibra grezza

14%

12%

14%

15-16%

14%

Energia digeribile

2.500 Kcal/Kg

2.700 Kcal/Kg

2.500 Kcal/Kg

2.200 Kcal/Kg

2.500 Kcal/Kg

Energia metabolizzabile

2.400 Kcal/Kg

2.600 Kcal/Kg

2.400 Kcal/Kg

2.120 Kcal/Kg

2.410 Kcal/Kg


Sempre per motivi di praticità spesso si preferisce somministrare agli animali un mangime tipo "ciclo unico" che si adatta bene a tutte le fasi del ciclo produttivo con la seguente composizione (Vedere tabella - Composizione del mangime tipo "ciclo unico" (da Balasini, 2001).

Componente

Percentuale

Protidi grezzi

17-18%

Fibra grezza

14%

Energia digeribile

2.600 Kcal/Kg


Eventualmente, come complemento alla razione, si può aggiungere un'integrazione a base di fieno (erba medica, trifoglio, lupinella, ecc.) purché di buona qualità e privo di polveri e muffe.

L'importanza della fibra

La fibra è una delle componenti fondamentali della dieta del coniglio che, in natura, si nutre prevalentemente di erbe spontanee e ne regola autonomamente l'assunzione. Nel coniglio la digestione della fibra avviene nel cieco in quanto, a differenza dei poligastrici, non possiede un rumine.
A livello ciecale la fibra, e in particolare la cellulosa che è la sua componente principale, viene demolita dalla microflora presente e trasformata in AGV o acidi grassi volatili (acido acetico, acido propionico ed acido butirrico) assorbiti a loro volta dalle pareti intestinali. Questi AGV sono in grado di coprire, da soli, fino al 30% del fabbisogno energetico di mantenimento.
Oltre alla produzione di energia la fibra contribuisce al regolamento della peristalsi intestinale e quindi della digestione.
Per fare ciò è necessario che sia presente, nella razione, in percentuali comprese tra il 14-20% ma mai al di sotto del 10%.
Inoltre è importante che la lignina, componente fibrosa ed indigeribile della fibra, sia presente in alta percentuale (più o meno l'85%) e che sia di tipo lungo perciò è bene non macinare troppo finemente il foraggio.
La fibra influenza anche il contenuto in energia e proteine della razione in quanto un mangime con un rapporto sbilanciato tra le suddette componenti predispone a disturbi digestivi quali diarrea o stipsi.

Dr. Cristiano Papeschi - Università della Tuscia (VT)

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