Amanita strobiliformis (Vitt.) Quélet - Amanita solitaria (Bull.) Sécr.
Atlante dei funghi - Funghi commestibili e velenosi

Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Amanita strobiliformis (Vitt.) Quélet
Sinonimi: Amanita solitaria (Bull.) Sécr. - Hypophyllum pellitum - Amanita Boudieri - Agaricus strobiliformis, Agaricus solitarius
Nomi volgari: Amanita solitaria - Tignosa campestre a radice grossa.

Caratteristiche morfologiche

Cappello: 6-18 cm, da quasi sferico a piano, cuticola biancastra umida, ornata da grosse verruche grigiastre piramidali.
Lamelle: bianche fitte.
Gambo: 6-25 x 1,5-3,5, bianco, massiccio, coperto da fioccosità con anello fioccoso e fugace. Base bulbosa e scagliosa, con volva aderente e caduca.
Carne: bianca e soda, sapore gradevole e odore insignificante.
Spore: bianche.

Amanita strobiliformis Amanita strobiliformis (Vitt.) Quélet (foto Arturo Baglivo www.actafungorum.org)

Commestibilità, habitat e osservazioni

Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte. Poco diffuso, cresce nelle aree soleggiate dei boschi di latifoglie, su terreno calcareo, in estate.
Buon commestibile, da consumarsi previa asportazione della cuticola che ha sapore di terra. Si differenzia dall'Amanita ovoidea per la volva a fittone non avvolgente.

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