Dopo un'intensa attivita' negoziale, il 26 giugno 2003 in Lussemburgo e' stato raggiunto l'accordo definitivo sulla riforma a medio termine della Politica Agricola Comune. La riforma è stata resa necessaria dall'imminente ingresso (1° maggio 2004), di 10 nuovi Paesi nell'Unione Europea.
Sono state accolte le linee proposte dal Commissario Franz Fischler, cioe' il disaccoppiamento degli aiuti, la modulazione, la condizionalita', il rafforzamento di alcune OCM, in particolare quella relativa al settore lattiero-caesario.
Uno dei nuovi elementi base della riforma e' il "disaccoppiamento": se prima i contributi dell'Unione Europea venivano erogati in base al tipo di coltura praticata, con l'entrata in vigore della riforma l'impresa agricola percepira' un unico importo di riferimento e non singoli premi per tipologia di prodotto coltivato.
Il pagamento unico per azienda sara' ottenuto dalla media degli importi percepiti dall'agricoltore in un dato periodo di riferimento. Obiettivo e' promuovere un'agricoltura piu' competitiva e maggiormente orientata al mercato. L'agricoltore viene quindi liberato dal vincolo di dover coltivare le produzioni a piu' elevato premio. Le opzioni per mantenere alcuni premi accoppiati sono lasciate alla discrezionalita' dei singoli Stati membri e comunque sono estremamente limitate.
Altro elemento caratterizzante la riforma e' la cosiddetta "modulazione degli interventi", cioe' il graduale passaggio di quote destinate agli aiuti aziendali verso lo sviluppo rurale. In pratica uno quota dei premi destinati alle aziende di maggiori dimensioni verra' trasferita al Fondo per lo Sviluppo Rurale e cioe' agli interventi di miglioramento strutturale delle imprese agricole. Un novita' importante se si considera che l'Italia ha sempre utilizzato tutti i fondi disponibili per il sostegno ai prezzi dei prodotti mentre una quota marginale dei fondi destinati al miglioramento delle strutture.
Altro concetto base e' la "condizionalità". Per potere ottenere gli aiuti disaccoppiati i conduttori devono dimostrare di:
- Adottare tecniche eco-compatibili;
- Rispettare le norme relative alla sicurezza alimentare;
- Rispettare il benessere degli animali;
- Mantenere la terra in buone condizioni di fertilità.
La nuova PAC e' tutta rivolta alla competitivita' e alla capacita' di ogni singola azienda di lavorare per il mercato, lasciando gli agricoltori liberi di produrre cio' che il mercato esige. I vari elementi della riforma entreranno in vigore nel 2004 e nel 2005. Il pagamento unico per azienda dal 2005. Se uno Stato membro, a causa delle condizioni peculiari della sua agricoltura, ha bisogno di un periodo transitorio, puo' chiedere di applicare il pagamento unico per azienda a partire dal 2007.
Un pagamento unico per azienda sostituira' la maggior parte dei premi previsti dalle organizzazioni comuni di mercato. Di conseguenza, la maggior parte dei pagamenti diretti dell'UE non sara' piu' legata alla produzione. In linea di principio, gli agricoltori percepiranno un pagamento unico per azienda basato su un importo di riferimento riferito a un periodo compreso tra il 2000 e il 2002. Gli Stati membri che ritengono necessario ridurre al minimo il rischio di abbandono dei terreni agricoli, potranno applicare al disaccoppiamento totale alcune delle seguenti deroghe, a livello nazionale o regionale:
- lasciare accoppiato fino al 25% dell'aiuto ai seminativi o, in alternativa, il 40% dell'aiuto supplementare al grano duro;
- lasciare accoppiato fino al 50% l'aiuto agli ovicaprini, compreso l'aiuto per le zone svantaggiate;
- lasciare accoppiato fino al 100% l'aiuto alle vacche nutrici vincolato al mantenimento del 40% del premio alla macellazione;
- lasciare accoppiato il 100% dei premi alla macellazione o in alternativa lasciare accoppiato il 75% del premio speciale bovini maschi.
Gli Stati membri potranno utilizzare il 10% del loro plafond nazionale di aiuti, o del plafond settoriale, per erogare degli aiuti addizionali finalizzati al mantenimento di forme di agricoltura di qualita', a basso impatto ambientale, ecc.
Gli aiuti all'essiccazione per i cereali e i pagamenti diretti nelle regioni ultraperiferiche e nelle isole dell'Egeo possono, a discrezione degli Stati membri, restare legati alla produzione.
I pagamenti per i prodotti lattiero-caseari saranno inclusi nel pagamento unico per azienda a partire dal 2008, una volta attuata integralmente la riforma del settore: Gli Stati membri possono introdurre il sistema prima di tale data. Altre disposizioni speciali si applicano ad altri prodotti quali riso, frumento duro, amido e foraggi essiccati.
La piena erogazione del pagamento unico per azienda e di altri pagamenti diretti sara' subordinata al rispetto di un certo numero di norme vincolanti in materia ambientale, di sicurezza alimentare e fitosanitaria e di benessere e salute degli animali (condizionalita'). Anche la condizionalita' ecologica contribuira' al mantenimento del paesaggio rurale. In caso di anadempimento ai requisiti di condizionalita' ecologica, i pagamenti diretti verranno ridotti proporzionalmente al rischio o al danno occasionato.
Il sistema di "consulenza aziendale" sara' facoltativo per gli Stati membri fino al 2006. A partire dal 2007 gli Stati dovranno offrire un sistema di consulenza aziendale ai propri agricoltori. La partecipazione di questi ultimi avverra' su base volontaria. Nel 2010, sulla scorta di una relazione della Commissione sul funzionamento del sistema, il Consiglio decidera' se rendere obbligatorio per gli agricoltori il sistema di consulenza. Questo servizio fornira', attraverso un meccanismo di feedback, consulenza agli agricoltori su come applicare le norme e gli esempi di buone pratiche nel processo produttivo. Gli audit aziendali comporteranno inventari strutturali e regolari e la contabilita' dei flussi di materiali e dei processi all'interno dell'azienda considerati importanti per determinate finalita' (tutela dell'ambiente, sicurezza alimentare e benessere degli animali). Le misure per gli audit aziendali verranno finanziati nel quadro delle misure di sviluppo rurale.
Le risorse UE a disposizione dello sviluppo rurale verranno significativamente aumentate e la portata del sostegno allo sviluppo rurale da parte della UE verra' ampliata mediante l'introduzione di nuove misure. Tali cambiamenti entreranno in vigore nel 2005. Spettera' agli Stati membri e alle regioni decidere se inserire queste misure nei loro programmi di sviluppo rurale. Esse sono finalizzate a rispondere con maggiore efficacia alle preoccupazioni riguardanti la qualita' e la sicurezza alimentare, aiutare gli agricoltori a conformarsi a norme rigorose fondate sulla legislazione dell'UE e promuovere standard elevati in materia di benessere degli animali. Si tratta di obiettivi essenziali per promuovere un'agricoltura sostenibile e rispondere alle aspettative generali della societa' europea; tali obiettivi sono al centro della riforma globale della PAC e forniranno agli agricoltori nuove opportunita' per incrementare il proprio reddito (servizi agroambientali, promozione e commercializzazione di prodotti di qualita').
Per finanziare le misure addizionali di sviluppo rurale, saranno ridotti i pagamenti diretti alle aziende di maggiori dimensioni (modulazione). Le regioni ultraperiferiche saranno esonerate dalla modulazione: un tasso di modulazione del 5% consentira' di reperire risorse supplementari da destinare allo sviluppo rurale pari a 1,2 miliardi di Euro. Per quanto riguarda la distribuzione dei fondi generati grazie alla modulazione, un punto percentuale restera' nello Stato membro i cui sono raccolti i finanziamenti. Gli importi corrispondenti ai rimanenti punti percentuali saranno ripartiti tra gli Stati membri sulla base:
- del criterio della superficie agricola;
- dell'occupazione nel settore agricolo;
- del PIL pro capite espresso in potere di acquisto.
Come minimo, ogni Stato membro ricevera' in contropartita almeno l'80% dei suoi fondi di modulazione. La riduzione dei pagamenti diretti non si applichera' nei paesi di prossima adesione finche' tali pagamenti non abbiano raggiunto il normale livello UE.
Nell'autunno del 2003 verra' presentata la riforma dei settori dell'olio di oliva, del tabacco e del cotone.
Da "L'Agrotecnico oggi" - agosto/settembre 2003
Scongiurato, per ora il rischio di perdere il lavoro per circa 130.00 addetti alla produzione e lavorazione del tabacco in Italia (soprattutto in Umbria e Campania). Il 22 aprile 2004, a Lussemburgo, il Consiglio straordinario dei ministri agricoli dell'Unione Europea ha raggiunto un accordo per riformare i settori del tabacco, dell'olio di oliva, del cotone e del luppolo. (con voto pressoche' unanime con sola contraria la Spagna).
Tutto e' iniziato a settembre 2003, quando la Commissione europea presento' una proposta di riforma dell'Organizzazione comune di mercato nel settore del tabacco (la cosiddetta riforma OCM tabacco, promossa dal Commissario europeo all'agricoltura Franz Fischler) il cui obiettivo finale era quello di smantellare le coltivazioni di tabacco per contrastare il tabagismo. La riforma prevedeva il totale disaccoppiamento degli aiuti. In sostanza i contributi avrebbero continuato ad essere versati ma slegati dalla produzione di tabacco, coltura giudicata "non etica": sarebbero stati infatti versati in un fondo di riconversione che pero', secondo il ministro Alemanno, non avrebbero mai potuto garantire lo stesso impatto occupazionale. Da qui l'allarme dei sindacati e dei lavoratori.
Con l'accordo del 22 aprile si e' praticamente raggiunto un compromesso che tiene conto delle esigenze occupazionali. L'accordo prevede per il 2005 il mantenimento dello status quo. La riforma entrera' in vigore dal 2006 e prevede la conferma dei sostegni fino al 2013. Dal 2006 al 2010 sara' applicato un disaccoppiamento parziale, senza distinzioni di fascia, pari al 40% degli attuali sostegni ricevuti dai produttori, il restante 60% potra' essere erogato come pagamento accoppiato alla produzione del tabacco nelle regioni dell'obiettivo 1 e per le varieta' di qualita' richieste dal mercato. Dal 2010 il disaccoppiamento sara' pari al 50% e la restante parte alimentera' un fondo di ristrutturazione.
Con la conferma dei sostegni, che per l'Italia significa 330 milioni di euro all'anno, di fatto si realizzano le condizioni di certezze operative di lungo periodo che i produttori di tabacco non hanno mai conosciuto nel passato, dal momento che le ultime riforme avevano durata praticamente triennale.