La parabola dell'Istruzione Agraria
Libro Bianco sull'Istruzione Agraria - Giuseppe Murolo

Ordinamento dell'istruzione speciale agricola

"L'insegnamento agrario entrò, in Italia, a far parte della Pubblica Istruzione fin dalla metà del secolo XVIII; ma vi entrò nel grado più elevato in connessione con l'insegnamento universitario": così avvia un corposo discorso sull'istruzione tecnica agraria italiana un esauriente volume del 1930, "Notizie su l'Istruzione Agraria media" dell'allora Ministero dell'Educazione nazionale, rilevando però che bisognò attendere il 1834 perché Cosimo Ridolfi "a ragione considerato l'iniziatore dell'insegnamento tecnico - pratico dell'agricoltura italiana" fondasse nel podere di Meleto, presso Castelfiorentino, una scuola per la formazione degli agenti di campagna.
Che l'istruzione per il settore agrario dovesse avere caratteri particolari lo si rileva dal progetto di legge presentato dall'on. Filippo Cordova, Ministro del gabinetto Ricasoli, che riportiamo:
Signori,
tra i provvedimenti necessari all'agricoltura del nostro paese è per certo urgentissimo l'ordinamento dell'istruzione speciale agricola; imperocché non può nascere desiderio di miglioramenti generali o particolari dove manchi la conoscenza del difetto e del rimedio, né ancora, nato il desiderio e cominciate le opere, si può sperare buona riuscita, dove i mezzi per conseguirla non siano universalmente conosciuti e pregiati.
Ho creduto pertanto mio debito proporvi, col qui progetto di legge, di porre la prima base di un ordinamento, dal quale possa il nuovo regno aver tosto qualche notevole incremento di ricchezza e maggiore ripromettersene in avvenire.
Diverse sono le ragioni che mossero il Ministero a dividere in quattro classi ed ordinare nel modo proposto l'istruzione agraria nel regno.
Innanzi tutto conveniva provvedere alla parte più alta di cotesto insegnamento, a quella che debba mantenere ed accrescere di continuo la dottrina scientifica speciale che è base insieme e fastigio delle agrarie discipline; parlo dell'istruzione degli insegnanti, dei dotti di professione, dei direttori di vaste e complesse coltivazioni, siano ricchi e colti proprietari o direttori agronomi per conto altrui. Senza questo ogni altro insegnamento non potrebbe riuscire razionale ed efficace, né stabilmente ordinarsi in Italia.
A quest'alto grado d'istruzione intendo che debbano adempire gli Istituti superiori, nei quali però, mentre la scienza dovrà essere svolta largamente, non si dovranno omettere gli insegnamenti pratici che servono all'arte ed all'applicazione dei principi scientifici.
Provveduto allo studio della scienza e dei fondamenti dell'arte, si volle con lo stabilimento delle Fattorie - scuole promuovere la maggior diffusione dell'arte istessa. L'insegnamento, movendo in esse dai postulati della scienza e dai principi tecnici immediatamente applicabili, dovrà versare più particolarmente dalla regole delle pratiche agrarie, in modo da riuscire utile a quei mezzani proprietari che intendono dirigere i loro figli al governo dei propri fondi o alla professione dei fittaiuoli o di fattori di campagna.
A queste necessità si è creduto di sopperire con lo stabilimento delle Colonie agrarie e delle Istituzioni speciali.
Con le prime si vuol provvedere all'educazione di esperti operai campagnuoli, i quali, oltre al vantaggio immediato che potranno recare all'agricoltura locale, combatteranno con la voce e con l'esempio i pregiudizi delle popolazioni rurali che fanno ostacolo all'incremento della nostra agricoltura.
Con le seconde si intende promuovere lo svolgimento delle speciali colture e industrie rurali, per le quali ha indole propria e di preminenza sovra tante altre l'agricoltura italiana, vogliam dire del filugello, del gelso, della vite, dell'ulivo, degli agrumi, della frutta, degli ortaggi, fiori, bestiami, del cotone, dei mezzi di acclimazione, del caseificio, e di altri simili specialità che formano sovente la maggior ricchezza delle nostre province.
Nell'ordinare l'istruzione di cui è parola, dopo aver ottenuto i pareri di uomini competenti ed aver preso per norma principale i bisogni conosciuti della presente agricoltura italiana, non si lasciò di consultare l'esperienza delle alte nazioni in cui da molto tempo esiste un insegnamento agrario, per vedere fino a qual grado dallo studio dei fatti fossero confermate le idee già concepite e quali delle istituzioni straniere potessero essere per noi imitate, e quali avvertimenti di pratica prudenza, suggeriti dall'esperienza e dal giudizio degli uomini intelligenti di tali materie, dovessero accogliersi.
Gli ottimi risultati che si ottengono in Germania dalle scuole dei contadini, ed i benefizi che si traggono in Prussia e nel Belgio da alcune scuole speciali, servirono si esempio agli stabilimenti della terza e della quarta classe, cioè alle Colonie agrarie ed alle Istituzioni speciali.
Col determinare che ad ogni scuola fosse annesso un convitto ed un podere o altro stabilimento sperimentale, e col confidare al medesimo individuo la direzione dei poderi e quella dell'insegnamento propriamente detto, si volle prevenire alcuni gravi inconvenienti avvertiti dall'esperienza appunto la dove non furono poste siffatte cautele.
E siccome in tali istituti all'insegnamento scientifico, che è generale e uniforme, deve andar congiunta la dimostrazione dei fatti pratici, i quali sono subordinati alle condizioni locali, così necessario appare che in ciascuna regione debba trovarsi il suo istituto.
Parve infine opportuno che con la presente legge si avessero solo a stabilire le basi essenziali dell'istruzione agraria, e lasciare alle disposizioni regolamentari tanta parte da poter agevolmente introdurre quelle variazioni di modi che l'esperienza consiglierà".
Un tentativo di riorganizzazione organica del settore dopo l'unità si realizzò a novanta anni di distanza con una legge del 1923, la n. 3214, che cercò di dare un assetto unitario alle allora 27 scuole pratiche e sette scuole speciali esistenti (Firenze, Reggio Emilia, Cagliari, Avellino, Alba, Catania, Conegliano). Poi, dopo il passaggio definitivo all'Educazione nazionale di tutti i tipi di scuola (1928), fu promulgato il testo unico dell'istruzione tecnica, la nota ed assai ben strutturata legge 889, ed iniziò un cammino che, seppur con alterne vicende, vide le nostre scuole fornire un contributo prezioso all'economia nazionale.
Si realizzarono progressi vistosi: la formazione degli allievi veniva curata in istituti dotati di buoni mezzi e di aziende organizzate, a volte molto estese ed organicamente strutturate. La media delle superfici aziendali superava i 40 ha, ma Brescia disponeva di 256 ha, Macerata di 74 ha, Roma di 80 ha, Reggio Emilia di 115 ha.
L'orario delle lezioni comprendeva dalle 39 alle 44 ore settimanali. La partecipazione degli alunni alle attività pratiche, sia di laboratorio che di azienda, era programmata, costante, organica. L'integrazione con il mondo del lavoro regola senza eccezioni, il controllo da parte del Ministero assiduo ed orientativo.
"è importantissima nelle scuole agrarie di tutti gli stati" riferiva al IV Congresso internazionale dell'insegnamento agrario (Roma, 1932) Edward Reich, direttore generale di tale tipo di insegnamento della Cecoslovacchia, "l'inspection pèdagogique-didactique professionelle; elle doit etre confieè a des inspecteurs d'Etat d'une qualification speciale (l'ispezione pedagogico-didattica professionale; deve essere affidata a ispettori dello Stato muniti di una speciale qualifica)". Mai, continuava il relatore, nel lavoro dei direttori deve prevalere l'aspetto amministrativo, ma l'impegno deve essere rivolto alla realizzazione di contatti con esperti del settore, con le attività rurali organizzate. Dopo una formazione generale, riassumeva, occorre sempre percorrere una esperienza specialistica perché gli allievi possano effettivamente impadronirsi di metodi e di esperienze precise e puntuali. Con tali convinzioni, alcune delle quali derivate dall'appartenenza sino a quegli anni al Ministero dell'industria commercio ed agricoltura, le scuole affrontarono le innovazioni cui venne assoggettato l'intero sistema formativo ed entrarono organicamente a far parte del nuovo Ministero, conservando anche la tradizione delle Scuole specializzate, quelle enologiche, che avevano sempre ottenuto successi notevoli.

da CERERE - Rassegna di problemi tecnici e didattici per l'indirizzo agrario dell'Istruzione Secondaria
Quadrimestrale - Anno XII N. 27 Gennaio - Aprile 1999 - ITAS "Basile - Caramia" LOCOROTONDO (BA)

Parabola dell'Istruzione Agraria
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