Psilla del pero - Psylla (= Cacopsylla) pyri L.
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Rincoti
Sottordine: Omotteri
Famiglia: Psillidi
Genere: Psylla (= Cacopsylla)
Specie: P. pyri L.

Riferimento bibliografico:
Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata” – M.Ferrari, E.Marcon, A.Menta; Edagricole scolastico - RCS Libri spa

Piante ospiti: Pero.

Identificazione e danno

La Psilla è uno dei più importanti fitofagi del Pero; la sua pericolosità è aumentata, di pari passo, con l'aumento della frequenza degli interventi chimici, specialmente con principi attivi a largo spettro di azione, che hanno gradualmente ridotto le popolazioni dei nemici naturali della Psilla. Negli anni '70-'80 si era creata, proprio per gli interventi massicci ed indiscriminati di quegli anni, una situazione di estrema pericolosità anche in considerazione dell'insorgenza di popolazioni di Psilla resistenti a certi prodotti chimici. Attualmente, grazie alle nuove tecniche di lotta integrata, la Psilla non è più un problema grave e comunque è sempre risolvibile senza interventi particolarmente complessi.
Infatti la riduzione del numero degli interventi e l'utilizzazione di prodotti mirati, e non più a largo spettro di azione, ha favorito il ripristino ed il mantenimento di popolazioni di nemici naturali (metodo protettivo) che coadiuvano il controllo delle popolazioni di Psilla. Gli adulti sono piccoli insetti, lunghi circa 2,5-3 mm, di colore ocra, nocciola o brunastro, a seconda dello stadio della forma considerata (gli svernanti sono più scuri); le ali, trasparenti, sono posizionate a tetto spiovente sul corpo.
Le neanidi, poco mobili, hanno un aspetto completamente diverso dagli adulti.
Esse hanno forma appiattita, di colore giallastro-arancio, nella prima età, e, via via, sempre più scure fino a divenire bruno-nerastre (ninfe); le neanidi presentano due tipiche espansioni laterali. Gli stadi giovanili si ricoprono abbondantemente di melata che assume la funzione di protezione. Le uova sono tipiche: di colore giallo-arancio, allungate e con una formazione appuntita, che serve per attaccare l'uovo ai tessuti, ad un'estremità, mentre dall'altra parte vi è una coda. Questi insetti specialmente le forme giovanili, colonizzano i germogli, le giovani foglie, i giovani rami e, più raramente, i giovani frutti; su tutti gli organi si notano i vari stadi giovanili ricoperti di melata che imbratta abbondantemente gli organi stessi. Il danno è diretto ed indiretto:
il primo è dovuto alle punture di nutrizione che provocano deformazioni ed arresti vegetativi, con piccole necrosi localizzate sui germogli e sulle giovani foglie; il secondo è provocato dalla presenza di abbondante melata che ricopre le forme giovanili; questa, come già detto in altre occasioni, provoca danni direttamente, perché determina asfissia degli organi verdi, ed indirettamente, per l'effetto lente sui tessuti vegetali in quanto concentra i raggi solari e determina scottature. Inoltre la presenza di melata deprezza i frutti e rende meno efficaci i trattamenti, specialmente contro le forme giovanili molto protette; infine, la presenza della melata consente l'instaurarsi di funghi saprofiti come le fumaggini che diminuiscono il rendimento fotosintetico, alterando ancor più i metabolismi della pianta.
La Psilla, infine, è un vettore di una grave malattia, la Moria del Pero, sostenuta da un Fitoplasma trasmesso dalle punture trofiche della Psilla stessa.

Ciclo biologico

La Psilla supera l'inverno allo stadio di adulto in diversi ricoveri del frutteto. A fine inverno riprende l'attività pungendo le gemme ancora chiuse, in questa fase non provoca danni. L'ovideposizione inizia generalmente quando le temperature cominciano a stabilizzarsi su valori di circa 10 °C (marzo-aprile). Le uova vengono infisse negli anfratti della scorza, sui rametti o sotto le gemme; da queste uova nasce la 1a generazione che si protrae da aprile a maggio. Dopo la prima generazione possiamo avere:
- una 2a generazione, tra maggio e giugno;
- una 3a generazione, tra fine giugno e luglio;
- una 4a generazione, in piena estate (agosto);
- in alcuni ambienti una 5a generazione a fine estate inizi autunno (settembre).
Le generazioni estive, a volte, si sovrappongono. La Psilla in condizioni particolari può compiere fino a 6-7 generazioni all'anno. Si ricordano infine le Psille congeneri: Psylla pyricola e Psylla pyrisuga che hanno caratteristiche biologiche e di dannosità similari a quelle di Psylla pyri a cui si fa riferimento.

Psilla del pero - Psylla (= Cacopsylla) pyri Psilla del pero - Psylla (= Cacopsylla) pyri L. (foto Arlo Pelegrin)

Ultimo stadio di ninfa - Psilla del pero Ultimo stadio di ninfa - Psilla del pero (foto Magnus Gammelgaard www.plante-doktor.dk)

Lotta

La lotta contro la Psilla, come peraltro già accennato, segue i criteri di lotta guidata ed integrata; i trattamenti vengono eseguiti solo al superamento delle soglie di intervento e considerando la presenza dei nemici naturali.
Le soglie di pericolosità vengono valutate con campionamenti eseguiti sui frutti, sui germogli o sui mazzetti fiorali; il censimento tiene conto sia della presenza del fitofago che di quella dei suoi antagonisti (Rincoti, Antocoridi ed altri).
Le soglie di intervento sono:
- fino alla metà di giugno: trattare con presenza di melata o danno sui frutti e/o sui getti;
- dalla metà di giugno: trattare con presenza di melata, o valutando, come soglia, il rapporto fra il numero di getti infestati da Psilla e il numero di getti con presenza di Antocoridi, tale rapporto deve essere pari a 5:1; al superamento di detta soglia (con rapporto maggiore di 5) si deve trattare.
In questa ottica di protezione delle popolazioni utili è consigliabile evitare trattamenti di fine inverno, per favorire il ripopolamento degli Antocoridi.
La tecnica di lotta prevede:
- in primavera-estate con presenza di uova: si può intervenire con prodotti biotecnologici chitino-inibitori; può essere aggiunto Olio bianco che ha azione sinergica aumentandone l'efficacia;
- al superamento della soglia, ed in presenza di melata si può intervenire, facendo precedere il trattamento da lavaggi della vegetazione, a forte pressione, con acqua e bagnanti o detergenti, per eliminare la melata che protegge le neanidi, in caso di basse infestazioni è sufficiente un buon lavaggio che favorisce l'azione disidratante del sole e l'azione predatrice degli Antocoridi e degli altri ausiliari. Contro la Psilla è inoltre attivo l'insetticida naturale Abamectina e può anche essere utilizzato il Piretro naturale.
Nell'ottica di un razionale controllo dei fitofagi e per favorire la presenza di nemici naturali, occorre attuare un programma di difesa mirato anche contro gli altri fitofagi del Pero. La lotta contro la Carpocapsa o i ricamatori ed altri deve essere effettuata con regolatori di crescita e di sviluppo e con prodotti biologici (Bacillus thuringiensis), evitando di intervenire con prodotti chimici ad effetto abbattente sulle popolazioni utili. Seguendo questa strategia per alcuni anni è possibile evitare di dover intervenire specificamente contro la Psilla. Tra i nemici naturali della Psilla ricordiamo:
- Rincoti Antocoridi - genere Anthocoris: Anthocoris nemoralis e A. nemorum che predano, allo stadio di neanide e di adulto, tutti gli stadi di Psilla;
- Rincoti Antocoridi - genere Orius: predatori di neanidi, ninfe e adulti di Psilla; essi compiono 2-3 generazioni all'anno e svernano da adulti come la Psilla;
- Ditteri Sirfidi e Cecidomidi;
- Neurotteri Crisopidi, Rincoti Miridi e Nabidi;
- Prionomitus mitratus Dalm., Imenottero parassitoide degli stadi preimmaginali.

Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata

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