Classe: Ascomiceti
Nome scientifico: Tuber melanosporum Vittadini
Nome volgare: Tartufo nero di Norcia e Spoleto - Tartufo nero pregiato
Carpoforo: 2-12 cm; globoso, alle volte lobato, con peridio bruno-nero a verruche appressate incavate all’apice e canalicolate longitudinalmente.
Gleba: di colore grigio-bruno o nero-rossastro, solcata da venature chiare sottili e molto ramificate; sapore e profumo aromatico ed intenso.
Spore: spinulate.
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Interrato, viene raccolto durante tutto il periodo invernale ed in modo particolare nei primi mesi dell’anno specialmente sotto querce, noccioli e carpini neri. E’ frequente in Italia e Spagna, ma è raccolto ed apprezzato specialmente in Francia.
Ottimo commestibile; il suo specifico sapore e il suo aromatico profumo lo rendono molto apprezzato in cucina dove dai francesi è considerato il migliore e quindi il più pregiato fra i “neri”. Viene consumato preferibilmente dopo breve cottura.
I Tartufi neri sono di minor pregio rispetto al Tuber magnatum (o Tartufo di Alba), ma sono altrettanto ricercati. Ricordiamo, oltre al T. melanosporum, il Tuber aestivum e il Tuber brumale.
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La coltivazione dei Tartufi a cura della Dott.ssa Gabriella di Massimo >>>
Tuber melanosporum Vittad. (foto di Gabriella Di Massimo)
Aschi e spore di Tuber melanosporum Vittad. (foto di Gabriella Di Massimo)