Valcamonica Igt
Atlante dei vini - Vini IGT IGP

Zona di produzione e storia

L'indicazione geografica tipica «Valcamonica» e' riservata ai seguenti vini: bianco, anche nella tipologia passito, rosso, Marzemino e Merlot.

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con l'indicazione geografica tipica «Valcamonica» comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di: Berzo Demo, Cedegolo, Cevo, Sellero, Capo di Ponte, Ono San Pietro, Cerveno, Losine, Niardo, Ceto, Braone, Breno, Malegno, Cividate Camuno, Bienno, Berzo Inferiore, Esine, Piancogno, Darfo Boario Terme, Gianico, Artogne, Piancamuno, Ossimo, Prestine, Angolo Terme, in provincia di Brescia.

La Vallecamonica è ubicata nella parte nord-orientale della Lombardia, con orientamento nord-est – sud-ovest. E’ la valle più grande della provincia di Brescia occupando una superficie di 1.347 Kmq.
In Valcamonica la viticoltura era già presente in età romanica, ma è soprattutto nel periodo del basso medio evo(dal 1001 al 1321), che si iniziano a gettare le basi , per raggiungere la coltura moderna altamente specializzata che noi oggi conosciamo.
Documenti relativi a quest’epoca ci indicano come porzioni di vigne in Valcamonica rientravano nel patrimonio di S.Pietro in Monte, che troviamo testimoniate nella prima metà del 11° secolo.
Le località interessate erano: Artogne, Lozio,Berzo documentate nel giugno del 1041; Pisogne documentato nel settembre del 1045.
Questi dati vengono confermati anche dalle carte dei secoli seguenti relativi ai possedimenti della Mensa Vescovile di Brescia la quale riscuoteva numerosi canoni in vino.
Nel 1100 si trovano condizioni più favorevoli alla vite, sia pure nell’ambito di un economia agricola precaria come quella della Valcamonica.
Un episodio accaduto intorno a quegli anni conferma questa realtà: a Borno nel 1100 non meno di quattordici torchi vengono bruciati al seguito ad un incursione degli abitanti della valle di Scalve.
Un altro documento che ci testimonia la presenza di terreni vitati in Valcamonica è un privilegio di Papa Callisto del 1123, dove venivano confermati all’abate Pietro tutti i possedimenti del cenobio che comprendevano quattro petias vinearum nel pievato di Cividate in Valcamonica.
In un inventario del 1299 ci restituisce una rubrica dedicata ai “ fitti del vino” riscossi nella corte di Cemmo che ammontavano a 40 cogi e mezzo.
Nessun documento ci descrive la situazione della viticoltura in valle del 1300 e 1400.
Alla fine del quattrocento comunque la situazione della viticoltura camuna si va delineando.
Il cinquecento è il perido in cui si ha un rilancio dell’agricoltura in genere, dovuto alla decadenza delle attività manifatturiere e mercantili prima fiorenti.
In questo secolo la Valcamonica si trova sotto il dominio della Repubblica di Venezia, la quale teneva particolarmente che la viticoltura, nelle terre da lei possedute,si sviluppasse sempre più, perché rappresentava una fiorente fonte di guadagno attraverso il pagamento delle tasse.
Il grande sviluppo della viticoltura che segnò la prima metà del cinquecento, si arresto bruscamente nel 1567 quando una gravissima crisi colpì la vite camuna.Crisi causata dalla moria della vite, descritta da Padre Gregorio di Valcamonica, che nei suoi testi non cita però quali siano le cause della moria, forse perché all’epoca non c’erano ancora gli strumenti e le coscienze per spiegare un fatto simile.
La cosa particolare è che questa moria colpì solamente il territorio della valcamonica e, non interesso in minima parte le vallate confinanti.
In questo periodo la superficie vitata e la produzione della zona diminuirono in modo sensibile, spingendo i reggenti della valle , verso la fine del secolo a chiedere il permesso alla repubblica di importare il vino dalla Valtellina. Ciò fu concesso, ma a contrastare la decisione si frapposero i podestà di Tellio e di Tirano, lasciando così la porzione di Valcamonica al di sopra di Cedegolo senza vino per un lungo periodo.
La situazione si aggravò a tal punto che il consiglio generale della valle mandò il 29 dicembre del 1601, su proposta degli abitanti della zona sopra cedegolo, il dottor Francesco Bassanese a Coira per chiedere all’Assemblea delle Tre Lege che fosse rimosso l’impedimento.
Indicazioni relative al 1600 le abbiamo trovate nel Catastico di Giovanni Da Lezze (1610).
Dall’esame di questo documento, si può evidenziare, come i terreni vitati si trovavano nella maggior parte sulla sponda destra orografica del fiume Oglio, nei luoghi ben esposti al sole, nella zona della media Valcamonica. Tutto questo confermato da uno scritto del 1698.
Nel 1700 il grande sviluppo che aveva investito la viticoltura ha un vistoso rallentamento, dovuto soprattutto a fattori climatici.
Il motivo principale di questo rallentamento fu l’abbassamento climatico che nel 1705 colpì l’intera Europa, cancellando letteralmente la coltivazione della vite, in gran parte del vecchio continente, compresa l’Italia settentrionale.
In Valcamonica scomparirono tutti i vigneti che si trovavano a settentrione di Edolo, e quelli a quote elevate. Subirono numerosi danni anche i vigneti situati nei comuni di Cemmo, Berzo Demo, Sonico e Cedegolo, ma quelli situati nelle zone più esposte al sole riuscirono a resistere. Si salvarono i vigneti nelle aree a clima più mediterraneo come quelli della bassa e media Valcamonica.
L’ottocento verrà ricordato come il secolo delle malattie ed avversità della vite, che colpirono la Valcamonica facendo diminuire in modo drastico la superfice vitata.
Si ricorda l’Oidio nel 1851, la Peronospora nel 1881 e la fillossera nel 1887.
In questo secolo c’è stato un aumento della superficie vitata dal periodo successivo al ritrovamento della cura contro la fillossera fino agli anni ’70. Nel primo quaderno dell’agricoltura camuno elaborato dal C.A.T.A. di Vallecamonica in relazione a prove di concimazione in viticoltura viene indicata quale superficie vitata la cifra di 2.000 ettari. Da questo momento in poi la viticoltura camuna conosce una fase di drastica diminuzione della superficie vitata, fino ad arrivare ai circa 130/140 ha dei giorni nostri.
I cambiamenti epocali avvenuti negli anni ’70, che anno visto una generalizzata fuga dal lavoro in campagna verso il più renumerativo e meno faticoso lavoro offerto dalle industrie, hanno portato ad un drastico ridimensionamento degli ettari coltivati a vite.
La superficie vitata tuttora presente in Vallecamonica risulta essere di circa 140 ettari, con circa 500 viticoltori che, nel dopolavoro o da pensionati, curano i propri preziosi vigneti.
I vitigni maggiormente presenti in Valle risultano essere soprattutto il Merlot ed il Marzemino, per i vitigni a bacca nera. Muller Thurgau, Incrocio Manzoni e Riesling Renano risultano essere invece i vitigni a bacca bianca più presenti.
Vi sono inoltre vitigni autoctoni che purtroppo stanno scomparendo quali il Valcamonec, L’Erbanno ed il Sebina.

Valcamonica Igt Valcamonica Igt

Vitigni - Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini a indicazione geografica tipica «Valcamonica» bianco, anche nella tipologia passito, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, dai seguenti vitigni a bacca bianca: Riesling Renano, Incrocio Manzoni e Muller Thurgau: minimo 60%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino ad un massimo del 40% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
L'indicazione geografica tipica «Valcamonica» rosso e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, dai seguenti vitigni a bacca rossa: Marzemino e Merlot:
minimo 60%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino ad un massimo del 40% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, riportati nel disciplinare.
L'indicazione geografica tipica «Valcamonica», con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
Marzemino, Merlot, e' riservata ai vini rossi ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.
Possono concorrere da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino ad un massimo del 15%.

I vini a indicazione geografica tipica “Valcamonica, all’atto dell’immissione al consumo, devono avere le seguenti caratteristiche:

«Valcamonica» bianco:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.

«Valcamonica» bianco passito:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l.

«Valcamonica» rosso:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo:11,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 16,00 g/l.

«Valcamonica» Merlot:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 18,00 g/l.

«Valcamonica» Marzemino:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 18,00 g/l.

Caratteristiche organolettiche

I vini a indicazione geografica tipica “Valcamonica, all’atto dell’immissione al consumo, devono avere le seguenti caratteristiche:

«Valcamonica» bianco:
Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli
Odore: intenso, netto, leggermente aromatico, fruttato
Sapore: sottile, secco e caratteristico sollecitato dall’acidità che ne stimola la persistenza.

«Valcamonica» bianco passito:
Colore: giallo paglierino con riflessi dorati;
Odore: intenso, complesso, fruttato;
Sapore: dolce, morbido, armonico, vellutato.

«Valcamonica» rosso:
Colore: rosso rubino con leggere sfumature granate;
Odore: caratteristico, gradevole con sentori di frutta matura;
Sapore: intenso, buona struttura, persistente.

«Valcamonica» Merlot:
Colore: rosso rubino intenso;
Odore: vinoso, intenso, caratteristico;
Sapore: morbido, armonico, corposo, persistente.

«Valcamonica» Marzemino:
Colore: rosso rubino con sfumature granata;
Odore: gradevole, con sentori di frutta matura;
Sapore: asciutto, pieno, caratteristico.

Abbinamenti e temperatura di servizio

Variano a seconda della tipologia.


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