Fagiolo Stringa di Lucca o Fagiolo Serpente
Atlante degli Ortaggi antichi - Varietà della Toscana

Zona di produzione e cenni storici

Regione: Toscana
Zona di produzione: si produce nella Piana di Lucca,e, in misura minore, in Versilia

Introdotto in Lucchesia da molto tempo, tuttavia non se ne conosce la provenienza. Del resto una sua variante con baccello più scuro e sottile e seme scuro è presente un po’ in tutta la Toscana interna e, soprattutto, nelle province di Firenze e Arezzo. Molto diffuso in tutta la Lucchesia per le sue qualità organolettiche e l’ottima produttività, era coltivato in terreni freschi, di medio impasto tendente al sabbioso.
Questa varietà non ha conosciuto particolari momenti di crisi e, benché la sua coltivazione richieda notevoli apporti di manodopera, la produzione dello Stringa di Lucca è sempre riuscita a remunerare in modo significativo i produttori.
Mentre il consumo del fagiolo Serpente toscano è piuttosto diffuso su tutto il territorio regionale, quello dello Stringa è rimasto relegato alla Lucchesia: il baccello meno sottile e la sua colorazione verde argentata sono meno apprezzati sul mercato, benché in realtà lo Stringa di Lucca denoti una maggior delicatezza di pasta (pasta più tenera) e di sapore (erbaceo meno accentuato).

Fagiolo Stringa di Lucca Fagiolo Stringa di Lucca (foto www.madeinlucca.it)

Caratteristiche

Pianta a crescita indeterminata e maturazione scalare, è un rampicante da consumarsi fresco a baccello intero prima della differenziazione dei semi. Presenta foglie di colore verde scuro; il baccello, nel momento più idoneo alla raccolta, è molto lungo (35-40 cm), dello spessore di circa 0,5 cm e di colore verde (è leggermente più grosso e più chiaro del Serpente toscano). Il seme è di piccole dimensioni, reniforme e appiattito e presenta una colorazione ‘camoscio’-rossastra (più chiara di quello del Serpente toscano) molto caratteristica. Osservazioni: presenta omogeneità sufficiente.
Nel confronto con la varietà Metro si rileva una significativa similitudine; lo Stringa, però, ha baccello più scuro e seme più chiaro.

Fagiolo Stringa di Lucca Fagiolo Stringa di Lucca (foto "I fagioli della Lucchesia" Manuale ARSIA) - In alto a destra: Stringa di Lucca verde chiaro e Fagiolo Serpente verde scuro

Tecnica di coltivazione

Il fagiolo Stringa viene coltivato sia in serra che in campo aperto. Il seme è spesso riprodotto direttamente in azienda dal produttore. La semina viene effettuata dopo le normali operazioni di preparazione del terreno, aratura leggera (2530 cm) seguita da un’erpicatura per interrare il fertilizzante, utilizzando concimi a più alto titolo di fosforo e potassio integrati con modeste quantità di concimi azotati. Generalmente si seminano 2-3 semi ravvicinati e leggermente ricoperti di terreno con un sesto d’impianto di circa 40 cm sulla fila, e di 1-1,5 m fra le file. Alcuni preferiscono la disposizione in file binate con distanze di 40 cm sulla fila, 50-60 fra le file della bina e 1 m fra le bine. La semina viene compiuta verso la metà febbraio in serra e, da maggio-giugno in pieno campo; le semine tardive in serra vengono effettuate a metà agosto. Raramente si effettuano interventi di difesa. Viene irrigato regolarmente circa 1 volta la settimana. La raccolta è manuale e sono necessari da 6 a 8 passaggi per completarla. Per la commercializzazione in genere si confezionano i fagioli in mazzette di baccelli dello stesso calibro legate ai due estremi con filo di paglia.

Produzione

La produzione non è costante e, nelle condizioni migliori, si possono superare i 70-80 q.li per ettaro.
Ci risulta difficile distinguere la produzione dello Stringa di Lucca da quella del fagiolo Serpente toscano; si ritiene che la produzione totale si aggiri intorno ai 700-800 q.li; più difficile è determinare la quota relativa allo Stringa di Lucca.

Uso in cucina

Il fagiolo Stringa di Lucca è risultato un ottimo fagiolo ‘mangiatutto’ per la delicatezza dei toni: intensità e persistenza di profumi e sapori poco accentuate, buona sapidità e succulenza e netta prevalenza dei toni del dolce sull’amaro.
Delicatezza che si conferma all’esame cinestetico; infatti sono inesistenti i filamenti coriacei e la pasta si mostra particolarmente morbida e omogenea. Con queste caratteristiche il fagiolo Stringa di Lucca è particolarmente adatto per essere cucinato “in umido” con pomodoro, dove la gradevolezza della pasta e i toni tenui si fondono in modo particolarmente gradevole con il condimento. Il risultato d’insieme (armonicità) ha mostrato un fagiolo ottimamente equilibrato. L’uso principale è la tipica preparazione“in umido”, dove emergono la delicatezza della pasta e l’assenza di fibrosità, la giusta sapidità e un moderato tono di erbaceo. È ottimo abbinato a spezzatini di carne. Si consiglia di condirlo con olio fruttato con toni di amaro non troppo accentuati. Alla preparazione “in umido” si suggerisce di abbinare unvino rosso con toni di erbaceoquale un Cabernet.

Da "I fagioli della Lucchesia" Manuale ARSIA
Schede di presentazione delle varietà locali di fagioli
Marco Del Pistoia, Mario Macchia, Mauro Quarta, Marco Baldanzi, Lucia Ceccarini

Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia-Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lazio
Lombardia
Marche
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino-Alto Adige
Umbria
Veneto
Versione italiana English version Versión española
La coltivazione della vite Guida al biologico Coltivare ed allevare per l'autosufficienza della famiglia
Zootecnia Cani e gatti Coltivazioni erbacee Fruttiferi Coltivazioni forestali Insetti Prodotti tipici Funghi Parchi ed aree protette
Copyright © www.agraria.org - Codice ISSN 1970-2620 - Webmaster: Marco Salvaterra - info@agraria.org - Privacy