Fagiolo Scritto della Garfagnana
Atlante degli Ortaggi antichi - Varietà della Toscana

Zona di produzione e cenni storici

Regione: Toscana
Zona di produzione: coltivato in tutta la Garfagnana, in particolare a Pieve Fosciana e nei comuni dell'Alta Garfagnana

Lo Scritto è uno dei fagioli più importanti della Garfagnana benché spesso, data la sua scarsa caratterizzazione, sia stato confuso con i comuni borlotti dai quali, comunque, deriva. Prodotto nelle aree più fertili della vallata, generalmente nelle zone vicine al Serchio, in terreni di medio impasto tendenti al sabbioso anche grazie alle esondazioni. Queste aree adiacenti al fiume, terreni demaniali “colonizzati” dai produttori agricoli, venivano chiamate “fagiolaie” e si prestavano particolarmente alla coltivazione dei fagioli che rappresentavano l’alimento principe di tutta la Garfagnana (usati per preparare pasta e fagioli, minestra di farro ecc.). Come quasi tutte le varietà di fagioli della Lucchesia anche lo Scritto della Garfagnana veniva consociato al mais e, essendo semirampicante, si legava al cereale fino alla pannocchia.
Data la scarsa disponibilità di terreni coltivabili la produzione di fagioli era quasi esclusivamente destinata all’autoconsumo e le “fagiolaie” avevano il ruolo importante di produrre l’alimento proteico base, per tutto l’anno, per la famiglia.

Caratteristiche

Aspetto esteriore: forma globosa, rotondeggiante, dimensione media, colore marrone.
Profumi e sapori: i profumi hanno una media intensità, sono caratterizzati da scarsa persistenza e da un aroma non troppo accentuato; all’assaggio si conferma una media intensità di sapori, una discreta sapidità e succulenza e toni di amaro equilibrati con quelli di dolce. Presenta una discreta persistenza dei sapori. Profilo cinestetico: l’epidermide è risultata piuttosto consistente e la pasta farinosa.

Fagiolo Scritto della GarfagnanaFagiolo Scritto della Garfagnana (foto "I fagioli della Lucchesia" Manuale ARSIA)

Tecnica di coltivazione

Il seme viene riprodotto direttamente in azienda dal produttore e, attualmente, si presenta con un minimo grado di inquinamento. Viene effettuata una leggera aratura (25-30 cm) seguita da una erpicatura per la somministrazione del fertilizzante, generalmente organico.
La semina avviene nel mese di maggio con sesti di impianto che variano da 20-30 cm sulla fila e 75 cm tra le file.
Le irrigazioni vengono effettuate solo in caso di necessità. La raccolta viene compiuta a mano fra la fine di luglio e quella di agosto via via che i baccelli raggiungono il giusto grado di maturazione. Il prodotto raccolto viene essiccato sull’aia e, quindi, selezionato.

Produzione

La produzione dipende molto dall’andamento stagionale; mediamente è di circa 15-20 q.li/ha.
Si ritiene che la produzione attuale si aggiri intorno ai 20 q.li, anche se la stima è difficile, data l’ampiezza del territorio interessato alla produzione e la diffusione del prodotto in moltissimi orti familiari.

Uso in cucina

Il seme viene riprodotto direttamente in azienda dal produttore e, attualmente, si presenta con un minimo grado di inquinamento. Viene effettuata una leggera aratura (25-30 cm) seguita da una erpicatura per la somministrazione del fertilizzante, generalmente organico.
La semina avviene nel mese di maggio con sesti di impianto che variano da 20-30 cm sulla fila e 75 cm tra le file.
Le irrigazioni vengono effettuate solo in caso di necessità. La raccolta viene compiuta a mano fra la fine di luglio e quella di agosto via via che i baccelli raggiungono il giusto grado di maturazione. Il prodotto raccolto viene essiccato sull’aia e, quindi, selezionato. La produzione dipende molto dall’andamento stagionale; mediamente è di circa 15-20 q.li/ha.

Da "I fagioli della Lucchesia" Manuale ARSIA
Schede di presentazione delle varietà locali di fagioli
Marco Del Pistoia, Mario Macchia, Mauro Quarta, Marco Baldanzi, Lucia Ceccarini

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