Armillaria gallica (Marxmüller & Romagnesi)
Atlante dei funghi - Funghi commestibili e velenosi

Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Armillaria gallica (Marxmüller & Romagnesi)
Sinonimo: Armillaria bulbosa

Caratteristiche morfologiche

Cappello: 3-14 cm, prima convesso, poi più spianato, con umbone ottuso e margine un po' striato e leggermente fioccoso; cuticola da giallo-ocra a ocra-bruno con minute granulazioni brunastre più visibili al centro.
Lamelle: fitte, subdecorrenti, biancastre poi giallastre con macchie rosso-brune.
Gambo: alto da 4 a 14 cm, diametro 0,5-2,5 cm, a base bulbosa; ocra-bruno,con base più scura; sono presenti residui di velo di colore giallo; coriaceo alla base; anello giallastro, quasi fugace da vecchio.
Carne: nel cappello è tenera, biancastra, fibrosa nel gambo, brunastra alla base; odore e sapore fungini.
Spore: bianche in massa.

Armillariagallica Armillaria gallica(foto Alberto Ferretti)

Commestibilità, habitat e osservazioni

Relazione con l'ambiente vegetale circostante: parassita e saprofita. Cresce isolato o in piccoli gruppi, su tronchi o residui legnosi o erbacei. Si distingue dalla A. Mellea per la crescita meno cespitosa, da un velo giallastro che riveste l’intero fungo, soprattutto nel periodo giovanile, e da una base bulbosa.
Commestibile con cautela, previa cottura. Scartare il gambo coriaceo. Se congelato può sviluppare una tossina.

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