Cocciniglia di San Josè - Quadraspidiotus perniciosus Comst.
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Rincoti
Sottordine: Omotteri
Famiglia: Diaspididi
Genere: Quadraspidiotus
Specie: Q. perniciosus Comst.
Sinonimo: Comstockaspis perniciosa

Riferimento bibliografico:
Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata” – M.Ferrari, E.Marcon, A.Menta; Edagricole scolastico - RCS Libri spa

Piante ospiti: Melo, Pero, Drupacee, Nespolo e molte altre specie.

Identificazione e danno

La Cocciniglia di San Josè è originaria della Cina ed è arrivata in Europa, alla fine del 1880, probabilmente dall'America per i frequenti scambi commerciali di materiale di propagazione.
Con Decreto Ministeriale del 1940 è stata decretata la lotta obbligatoria su tutto il territorio nazionale a convalida della grande pericolosità di questo fitofago.
L'insetto trascorre la maggior parte del suo ciclo vitale protetto da uno scudetto, o follicolo, di colore grigiastro-plumbeo; il follicolo maschile è allungato, mentre quello femminile è tondeggiante. Spesso questi scudetti si sovrappongono formando, soprattutto sugli organi legnosi permanenti, degli strati (manicotti), a volte molto spessi ed impermeabili anche ai trattamenti fitoiatrici. Questa Cocciniglia può infestare, con le sue colonie di follicoli, gli organi legnosi (branche, tronchi e rami), i frutti e le foglie.

Sintomi sugli organi legnosi
Sugli organi legnosi i diversi stadi, presenti sotto il follicolo, provocano con le loro punture di nutrizione e la conseguente emissione di saliva, delle iniziali alterazioni cromatiche rossastre che si evidenziano sollevando la scorza; successivamente i tessuti necrotizzano determinando lievi deformazioni ma, soprattutto, progressivi deperimenti e disseccamenti dei rami e degli organi legnosi attaccati che divengono molto recettivi alle infezioni secondarie. In caso di gravi attacchi, continuati nel tempo, si formano degli strati di follicoli che provocano "asfissia" agli organi attaccati. Inoltre questi "manicotti" divengono luogo di rifugio perla diffusione e la moltiplicazione del fitofago nel frutteto; infatti per la loro impermeabilità ai trattamenti insetticidi non sempre si riesce ad avere un effetto disinfestante totale sui follicoli sovrapposti.

Sintomi sulle foglie
Sulle foglie compaiono punteggiature necrotiche in corrispondenza dei follicoli; in caso di attacco massiccio si ha filloptosi.

Sintomi sui frutti
Sui frutti l'attacco si evidenzia con macchie rossastre al cui centro si nota un puntolino grigiastro che è il follicolo del Diaspino; le macchie possono essere sparse su tutta la superficie oppure, a seconda del frutto, concentrate in alcuni punti.
La presenza di queste macchie sui frutti determina il loro deprezzamento e ne impedisce anche l'esportazione (è sufficiente la presenza di un solo scudetto), in ossequio ad una disposizione della Comunità Europea che intende impedire un'ulteriore diffusione del Diaspino nei Paesi europei, dove ancora la presenza del fitofago non è massiva. Questa direttiva si estende anche al materiale di propagazione.

Ciclo biologico ed epidemiologia

La Cocciniglia di San Josè sverna allo stadio di neanide di 1ao 2a età, sotto i follicoli presenti negli organi legnosi permanenti. In primavera le neanidi completano, tra marzo e aprile, il ciclo di sviluppo; dopo si ha la fecondazione delle femmine da parte di maschi, atteri o alati. Da questa fecondazione, nei mesi maggio-giugno, nascono le neanidi di la generazione, partorite direttamente dalle femmine vivipare; a questa generazione ne seguo­no una 2a (luglio-agosto) ed una 3a a fine estate (settembre-ottobre).
Questa ultima generazione genera le neanidi svernanti. L'insetto compie, quindi, 3 generazioni all'anno.

Cocciniglia di San Josè Colonia di Cocciniglia di San Josè su un rametto di rosa (foto www.inra.fr)

Lotta

La lotta contro questa pericolosa Cocciniglia può es­sere effettuata con principi chimici e con tecniche di lotta biologica. La lotta chimica contro questo fitofa­go, molto pericoloso perché in grado di compromettere la commercializzazione della frutta colpita anche da pochi follicoli, è indispensabile e deve essere eseguita preventivamente a fine inverno o alle fasi di rottura delle gemme. La scelta del momento fenologico/stagionale è molto importante perché sono presenti le giovani neanidi svernanti. I trattamenti si possono fare anche in altri momenti, specie se si nota la presenza dell'insetto sul legno e se ci sono stati dei danni sul frutto nell'anno prece­dente, e precisamente:

  • all'uscita delle neanidi della prima e della seconda generazione (follicoli più chiari). In questo caso si utilizzano principi attivi organici
  • in corrispondenza dell'uscita delle neanidi di terza generazione a fine estate-caduta foglie; questo trattamento è molto importante per il Pesco.

In ogni caso più l'intervento è tempestivo, cioè più si colpiscono le neanidi ai primi stadi, maggiore è il successo dell'intervento stesso; gli adulti, protetti dallo scudetto, sono sempre poco raggiungibili. In caso di infestazioni massicce ed in presenza di strati di follicoli sovrapposti potrebbe essere molto utile, prima di intervenire con il trattamento chimico, effettuare una spazzolatura dei tronchi (lotta meccanica). La lotta biologica contro questa Cocciniglia può essere effettuata conservando nell'ambiente i suoi nemici naturali quali i Coccinellidi Chilocorus bipustulatus ed Exochomus quadripustulatus. La lotta biologica attiva può essere effettuata con l'Imenottero Encarsia (Prospaltella) perniciosi, introdotto in Italia nel 1932 ed ormai bene acclimatato. Questo Imenottero, allevato in insettari su ospite naturale allevato, a sua volta, su vegetali di sostituzione, viene lanciato nei frutteti in primavera.

Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata


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