Camomilla - Luppolo - Rovere
Erbe medicinali delle Alpi - Dalle erbe la salute

Camomilla - Matricaria chamomilla

Habitat: coltivata e selvatica dal piano alle zone montane.

Matricaria chamomilla è stata battezzata botanicamente perché medicamento per eccellenza dell'organo femminile o matrice quando è ammalato, infiammato o in ritardo sulle regole periodiche. La tisana si prepara mettendo in acqua bollente un pizzico di fiori e cura i crampi di stomaco, i violenti dolori del basso ventre, aiuta le digestioni difficili, risolve le indigestioni favorendo, se necessario, il vomito, aiuta, infine, una facile orinazione. In caso di dolori reumatici diffusi alle varie articolazioni si ricorre proficuamente all'olio di camomilla. Quest'olio medicamentoso si prepara facendo bollire a bagnomaria, per circa due ore, trenta grammi di camomilla ed un bicchiere di olio di oliva, quindi si setaccia spremendo con una certa forza, si aggiungono dieci grammi di canfora, controllando che si sciolga e si amalgami uniformemente. L'olio si usa frizionando energicamente e più volte al dì secondo il bisogno sulle parti dolenti.
Chi, affannato dalle quotidiane preoccupazioni, stenta, la sera, a prendere sonno, troverà un sicuro rimedio bevendo, prima di coricarsi, una forte tisana di camomilla alla quale siano stati aggiunti un cucchiaio di miele ed un bicchierino di grappa. Per le "oftalmie catarrali" che provocano quei dolorosi arrossamenti agli occhi con intolleranza per la luce, molto usate sono le fumigazioni di vapori di infuso molto concentrato e bollente di fiori di camomilla.

Camomilla - Luppolo - Rovere
Camomilla - Luppolo - Rovere

Luppolo - Humulus lupulus

Habitat: siepi e cespugli dal piano alle zone montane.

E' pianta abbastanza diffusa allo stato spontaneo anche da noi, soprattutto nei luoghi ombrosi e umidi. Può raggiungere i cinque metri di altezza, ma per reggersi si deve aggrappare ad altre piante o a sostegni occasionali. Ha foglie palmate che assomigliano a quelle della vite, ma molto più piccole. Ciò che rende inconfondibile il Luppolo sono, però, i suoi fiori che assomigliano agli strobili di pino, dapprima verdi, quindi, a maturità di colore giallo. E' allora che, battendoli leggermente, lasciano cadere una polverina gialla, appiccicaticcia, molto amara e di odore piccante e resinoso.
Il luppolo contiene parecchie sostanze ed in particolare la "luppolina" che ha sull'organismo un'azione tonica, calmante, deprimente e leggermente narcotica.
L'infuso di questi coni di luppolo dà una bevanda tonica ed aperitiva che, ridestando l'appetito, rende complete le digestioni laboriose, soprattutto dei convalescenti, dei linfatici e degli scrofolosi. Per preparare l'infuso è sufficiente versare su quindici grammi di coni di luppolo due tazze di acqua bollente; si lascia riposare per venti minuti, si cola e si sorseggia prima e dopo i pasti. Questo infuso è pure indicato, nella dose di una tazza presa prima di coricarsi, per distendere i nervi e favorire un sonno tranquillo.
anche imbottendo i cuscini di coni di luppolo ben secchi si combatte l'insonnia e l'irrequietezza notturna. Calmanti dei nervi sono pure i bagni caldi nei quali sia stato immesso un chilogrammo di coni di luppolo.
I germogli di luppolo raccolti in primavera costituiscono, sia cotti che crudi, un'ottima insalata dagli effetti lassativi, purificatori del sangue e delle funzioni epatiche.
Con i coni di luppolo si ottiene, inoltre, un ottimo vino "tranquillante": è sufficiente metterne una manciata in un litro di vino bianco, lasciar macerare per qualche giorno, colare accuratamente e berne qualche bicchierino all'occorrenza. Raccomandiamo di raccogliere i coni di luppolo in settembre, quando hanno raggiunto una piena maturazione, di essiccarli al sole e di conservarli al buio in vasi chiusi ermeticamente.

Rovere - Quercus petraea

Habitat: boschi e foreste zone montane.

Questa pianta così diffusa dal piano al monte ha delle preziose virtù medicinali che risiedono nella corteccia, nelle foglie e nelle ghiande.La corteccia contiene il "tannino" usato contro gli avvelenamenti da sostanze vegetali come la digitale, la nicotina, taluni funghi, la belladonna, l'aconito, il colchico, la stricnina. Il decotto, preparato con un litro di acqua nella quale sia stato fatto bollire per dieci minuti un pugno di corteccia di quercia pestata, va somministrato all'avvelenato nella misura di una tazza ogni quarto d'ora. E' inutile sottolineare che questo è solo un rimedio d'urgenza, usato prima che il veleno passi nel sangue ed in attesa, naturalmente, delle cure più efficaci e complete di un medico!
Il decotto, invece, preparato con trenta grammi di corteccia e due bicchieri d'acqua e somministrato a cucchiai ogni cinque minuti serve contro le emorragie di stomaco e di intestino. Bollendo in acqua la corteccia con vino e miele si ottiene un decotto che fortifica le persone di salute piuttosto cagionevole. Gargarismi fatti col decotto semplice sono utilissimi in caso di malattie della gola, di ulceri alla bocca, di catarri cronici alla faringe e di gengive flosce.
Il vino di quercia si prepara mettendo a macero per 4-5 giorni mezz'etto di corteccia di quercia in un litro di vino rosso. Di questo vino se ne berrà un bicchierino prima dei pasti principali e servirà per tonificare lo stomaco e per rinforzare i ragazzi rachitici.
Anche le ghiande hanno una decisa azione tonica sullo stomaco e sull'intestino. Si consumano sotto forma di caffè, bevanda utile ed igienica per i fanciulli gracili, per persone nervose, delicate di stomaco, di fegato e di intestino. Questo caffè di ghiande, inoltre, è usato con molto vantaggio nelle diarree dello svezzamento. Si prepara con 15 grammi di ghiande secche che si fanno bollire per circa mezz'ora in un litro di acqua o di latte, aggiungendovi, poi, se gradito, del comune caffè di orzo. La dose è di tre tazze al giorno.

Ferrante Cappelletti Dalle erbe la salute Piante medicinali dell'arco alpino Publilux Trento 1977

Luppolo Luppolo - Humulus lupulus (foto http://entheology.com)

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